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Non ho tempo per la formazione

Quante volte mi sento dire che “la formazione è importante, fondamentale, strategica …. ma non abbiamo tempo”. Molte persone dedicano tutto il loro tempo alle attività quotidiane, sempre pressanti, urgenti; a volte importanti, a volte no. Collocano la formazione fra le attività importanti, ma non urgenti (per approfondire questo tema rimando alla matrice di Eisenhover). E alla fine non fanno formazione, non riflettono sul proprio modo di lavorare, su quanto sta avvenendo nel mondo e sulla direzione dei loro sforzi.

Mi ricorda la storiella di quel contadino che lavorava come un matto tutto il giorno e tutti i giorni, innaffiando il suo Prosegui…

Il mestiere di capo (Il generale Kutùzov)

A coloro che sono abituati a pensare che i piani di guerra e di battaglia sono fatti dai condottieri nello stesso modo che ciascuno di noi, seduto nel suo studio davanti a una carta, fa delle riflessioni su come disporrebbe le truppe nella tale o tal’altra battaglia, si presentano le domande: perchè Kutùzov (generale russo), durante la ritirata (dopo la battaglia di Borodinò) non fece questo e quest’altro? Perchè non occupo una posizione favorevole prima della località di Fili? Perchè non si ritirò subito sulla via di Kaluga, lasciando Mosca? ecc. Le persone abituate a ragionare così dimenticano o non conoscono quelle inevitabili condizioni nella Prosegui…

Cooperatori della vecchia scuola

Esistono almeno tre fattori che caratterizzano un dirigente cooperativo della “vecchia scuola”:

  1. Il dirigente cooperativo della “vecchia scuolatrae la propria legittimazione più dall’esterno della cooperativa che dal suo interno. Se è arrivato dove è arrivato ciò si deve essenzialmente alle sue relazioni con associazioni, partiti, consorterie, parrocchie, camarille più o meno framassoniche o parentali. Questo lo rende unico ed insostituibile, perché tali relazioni sono, per definizione, uniche e non trasmissibili.
  2. Il dirigente cooperativo della “vecchia scuola” si presenta come il solo in grado di guidare, salvare, condurre, trainare la cooperativa fuori dalle difficoltà in cui si trova, perché
Prosegui…

Investire sulla fiducia

La fiducia è una cosa seria” era lo slogan che per anni ha accompagnato la promozione di una nota azienda casearia. A volte sembra che ciò che è importante per un formaggino non lo sia altrettanto all’interno di certe aziende, che non fanno nulla per alimentare il livello di fiducia al proprio interno.

Se si guarda la fitta rete degli scambi sociali che ogni giorno, ogni istante, caratterizza il lavoro delle persone in una qualsiasi azienda, è inevitabile notare come la qualità di questi scambi dipenda in modo fondamentale dal grado di fiducia che intercorre tra le persone. Se mi fido Prosegui…

È il potere ciò che blocca il cambiamento

La forza di un’azienda coincide con la qualità dell’organizzazione e delle persone che la costituiscono. La qualità dell’organizzazione è data dalla sua cultura, dal livello di professionalità della squadra, dalla flessibilità organizzativa. Si tratta di una qualità che non è eterna, ma richiede continui adeguamenti. Ogni intervento organizzativo, anche se parziale, per essere efficace richiede un approccio integrato e coerente con il sistema complessivo, che passa attraverso mutamenti di abitudini consolidate.

Si tratta di un vero e proprio riorientamento culturale, con le inevitabili implicazioni di sforzo, di tempo e, soprattutto, di ridefinizione dei rapporti di potere all’interno dell’organizzazione. E sono Prosegui…

Affinare le coscienze

A differenza dell’animale, nessun istinto dice all’uomo quale sia il suo bisogno. E nessuna tradizione oggi, a differenza che nel passato, gli dice quale sia il suo dovere. Così spesso egli non sa cosa vuole. In occidente il conformismo lo spinge ad avere quello che anche gli altri hanno. In oriente il totalitarismo lo spinge a fare quello che gli altri vogliono.

Ma la scomparsa delle tradizioni riguarda soltanto i valori, non il senso. Mentre i valori sono universali, il senso è qualcosa di unico e specifico. Esso varia non solo da persona a persona, ma anche da situazione a situazione. E Prosegui…

La governance cooperativa

Quando possiamo dire che, in una cooperativa siamo in presenza di una corretta corporate governance? Col termine “corporate governance” intendiamo l’attività di governo dell’impresa svolta, direttamente o indirettamente, dai «proprietari» delle stesse. Per le cooperative questo significa riuscire a mettere in piedi un insieme di strutture e meccanismi attraverso i quali i «soci-proprietari» esercitano, direttamente o indirettamente, i loro diritti e doveri di governo dell’impresa.

Tali meccanismi sono gli statuti ed i regolamenti, i criteri di scelta dei gruppi dirigenti, il sistema dei controlli interni ed esterni. Ma questi da soli non bastano. Occorre vi sia anche Prosegui…

Il governo delle cooperative di consumo

Le cooperative di consumo italiane sono molto diverse fra loro. Alcune sono rimaste sostanzialmente piccole, e continuano ad operare a livello locale. Altre invece sono diventate col tempo imprese molto grandi. Queste grandi cooperative hanno scelto di: a) operare all’interno di business ad elevata complessità; b) darsi un’ampia varietà di obiettivi (non solo di distribuzione, ma anche immobiliari, tecnologici, commerciali); c) operare su tutto il territorio nazionale; d) avere grandi basi sociali (definendo soglie di accesso molto basse e associando chiunque ne faccia domanda).

Queste scelte incidono necessariamente sui meccanismi di governo della cooperativa, che devono tener conto dei cambiamenti intercorsi Prosegui…

Imparare a disimparare

Quasi 50 anni fa Alvin Toffler prevedeva che “gli analfabeti del ventunesimo secolo non saranno coloro che non sapranno leggere o scrivere, ma quelli che non sapranno imparare, disimparare e reimparare” (Alvin Toffler, Future Shock, 1970). Ancora oggi questo ragionamento risulta particolarmente ostico, specie per chi lavora nel settore manifatturiero, dove il sapere non si improvvisa, ma si accumula nel tempo. Eppure anche nel settore manifatturiero accadono svolte tecnologiche e dinamiche di mercato che riducono in brevissimo tempo il valore di questo sapere diffuso. E a nulla serve perfezionare e reiterare un sapere ormai obsoleto.

Non sempre quindi l’esperienza è la migliore Prosegui…

Per capire devi cambiare

Dice Edgar Schein: “Ho imparato, negli ultimi quaranta anni, che i migliori dati su quello che succede nel mondo reale arrivano dall’esperienza stessa che se ne fa. Ho imparato di più sulle organizzazioni e sulle loro culture dalle concrete esperienze come membro e consulente delle organizzazioni. Il fornire consulenza ad un’organizzazione è critico perché fino a quando qualcuno cerca aiuto e fino a che il consulente prova a fornirlo, gran parte della realtà di quanto sta accadendo rimane nascosta”.

“I ricercatori tradizionali non possono motivare i membri di un’organizzazione a rivelare quello che occultano con così grande energia, molto di ciò che il ricercatore Prosegui…