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Il Polo Nord Cooperativo

La dignità dei lavoratori, la correttezza dei prodotti e dei servizi, la responsabilità sociale, sono solo alcuni fra i principali valori che devono guidare l’azione di una cooperativa, che sia di lavoratori, di utenti o di piccoli imprenditori. Tali principi sono come il Polo Nord: immutabili, stabili, sempre al loro posto. Una delle strade per permeare l’attività della cooperativa di tali valori è quella di creare una cultura basata sulla completa fiducia a tutti i livelli dell’organizzazione. Quando non c’è fiducia non rimane che affidarsi al controllo. E il controllo costa, crea stress, e arriva sempre troppo tardi.

E quindi cosa deve fare Prosegui…

La crisi di un popolo

Secondo Jared Diamond i fattori alla base del fallimento di un popolo sono fondamentalmente tre:

  1. il popolo non riesce a prevedere il sopraggiungere di un problema: non avendo mai fatto esperienze simili, non ne immagina nemmeno la possibilità. Oppure ha dimenticato le esperienze passate. Oppure cade nella falsa analogia (come i francesi quando costruirono la Linea Maginot).
  2. Il popolo non si accorge che il problema esiste. Alcuni problemi sono impercettibili ai loro esordi (es. il cambiamento climatico). O sono molto distanti geograficamente e le informazioni non circolano.
  3. Il popolo si accorge del problema, ma non prova a risolverlo. Questo capita quando prevale
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Pianificare l’efficacia del cambiamento

Siamo ormai sommersi da sempre più sofisticati sistemi e strumenti di pianificazione. Chi li predispone tuttavia spesso dimentica che la logica dei piani di cambiamento è quella di mobilitare l’energia delle persone attorno a qualcosa che ancora non si conosce fino in fondo. È quindi necessario ricorrere all’immaginazione e affidarsi alle persone.

E questo spaventa i cultori dell’approccio razionale, i burocrati e i conservatori, che vogliono numeri, certezze, dati anche là dove non esistono. E che non accettano nessun tipo di approccio fiduciario: vogliono prospetti, diagrammi, previsioni, cifre e, soprattutto, garanzie sul futuro. Non capiscono una cosa semplicissima: che pur essendo necessario Prosegui…

I cooperatori del latte

Il libro “Latte soldi e politica” è un lunga e interessante intervista a Luciano Sita sulla sua esperienza come presidente del Gruppo Granarolo. “Vent’anni di battaglie tra gli scandali della prima Repubblica e i crac di Cragnotti e Parmalat” recita il sottotitolo, puntando l’attenzione su alcune vicende importantissime della gestione di Sita, ma certo non le sole.

Sita racconta come funzionavano (o non funzionavano) le cose nemmeno tanti anni fa: le cooperative bianche e rosse, gli equilibrismi fra comunisti, democristiani e socialisti nella distribuzione delle cariche non solo sociali ma anche manageriali.

È estremamente interessante poi leggere i retroscena Prosegui…

Per accelerare occorre andare piano

Qualcuno pensa che quando si hanno a disposizione persone con capacità semplici e limitate si debbano progettare processi organizzativi che siano semplici e limitati anch’essi. In realtà non esiste una reale differenza di capacità delle persone di fronte ai processi gestionali e produttivi: anche il personale altamente qualificato non è in grado di sostenere a lungo processi complessi e sofisticati. I processi complessi sono rigidi, pesanti e costosi. Richiedono infrastrutture di controllo e coordinamento burocratiche e lente.

I processi che creano alto valore aggiunto sono sempre semplici, ma richiedono mansioni complesse. Per tali processi servono individui preparati e flessibili, in grado di Prosegui…

4.0

L’economia 4.0 è fatta di più connessione, più velocità di risposta, più personalizzazione. I gruppi dirigenti delle nostre aziende sono in grado di gestire queste trasformazioni? La “vecchia guardia” sa capire le implicazioni tecnologiche e sociali del periodo che stiamo vivendo?

La trasformazione digitale è talmente spiazzante rispetto al passato che si rischia non solo di arrivare in ritardo rispetto ai concorrenti, ma nemmeno di capire a quale gara si stia partecipando. È fondamentale che le aziende abbiano gruppi dirigenti sensibili ai cambiamenti della realtà esterna, che non formulino ipotesi superficiali sul futuro, che non siano compiaciuti e soddisfatti dei risultati ottenuti.

Alle Prosegui…

Il manager cooperativo

Rispetto alle imprese di capitale, le imprese cooperative hanno logiche di sviluppo profondamente diverse: ad esempio si pongono sempre obiettivi di lungo periodo e con forte valenza sociale, all’interno di un sistema di imprese che condividono storia, valori, identità. A livello di gestione manageriale questo significa che per la cooperativa non conta tanto la singola eccellenza o il successo isolato, quanto la costanza della performance prodotta, e che tale performance sia realizzata dalle persone in modo a loro normalmente raggiungibile. Questo è il contesto entro cui deve muoversi il manager cooperativo.

Come deve organizzarsi una cooperativa in modo da avere un corretto Prosegui…

Grandi e piccoli allo stesso tempo

Le imprese di grande dimensione possono sopravvivere e svilupparsi solo se si organizzano come aggregati di piccole unità indipendenti, perché solo le piccole unità sono realmente gestibili. Se non lo fanno sono condannate o al caos da perdita di controllo, o all’immobilismo burocratico. Devono decentrarsi, riconfigurarsi, diffondere al proprio interno capacità imprenditoriali. Solo in questo modo potranno combinare il meglio della grande e della piccola dimensione. A questo scopo un modello di riferimento può essere quello federale, che combina forza e flessibilità, capacità di adattamento e robustezza.

I principi dell’organizzazione federale sono sei. Primo: il potere è decentrato, distribuito Prosegui…

Padri e figli di fronte alla successione famigliare

“Bisogna preparare la propria successione a freddo, quando si è caldi, per evitare che essa si realizzi a caldo, quando si è freddi”

La successione di impresa è sempre un problema per tutte le aziende famigliari. Tutti noi conosciamo tanti esempi di cattiva gestione della successione d’impresa di padre in figlio (o di suocero in genero, di nonno in nipote, e così via).

Numerose studi evidenziano un fenomeno peraltro ben noto a chiunque gestisca una impresa: 2 imprese su 3 chiudono nel periodo di passaggio tra una generazione e l’altra.

Quando si parla di successione di impresa si pensa solitamente ai soli aspetti fiscali Prosegui…

Rendiamoci conto

Ci son alcune cose di cui bisogna prendere atto:

  1. più le aziende ingrandiscono, meno possono essere controllate;
  2. i capi non possono avere tutto sotto controllo;
  3. tutto è correlato;
  4. occorre essere molto tolleranti nei confronti della sperimentazione;
  5. per avere cambiamenti sostanziali serve tempo;
  6. senza ridistribuzione del potere non è possibile cambiare.
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