Il topolino della pubblica amministrazione

Grazie all’introduzione di processi e strumenti digitali, la pubblica amministrazione italiana ha registrato in questi anni una serie di significativi miglioramenti. Nel campo della giustizia civile ad esempio sono ormai evidenti i benefici apportati dal Processo Civile Telematico. Lo stesso vale per una serie applicazioni informatiche e telematiche legate ad esempio alle gestioni finanziarie, previdenziali, o sanitarie, tanto a livello centrale che locale. Tuttavia non esiste ancora proporzione fra l’entità degli investimenti realizzati e i risultati ottenuti, specie se si confrontano analoghi processi condotti in questi anni nelle imprese private. In altri termini, spesso la montagna dell’informatizzazione della pubblica amministrazione partorisce un topolino. Questo accade innanzitutto perché il nostro sistema normativo è enorme, confuso e mutevole, ovvero ha le tre caratteristiche peggiori per l’introduzione di un sistema tecnologico, che richieste semplicità, chiarezza e stabilità. A ciò vanno aggiunte le croniche inefficienze degli apparati interni, le farraginosità decisionali e gli appetiti clientelari, che contribuiscono ad aumentare a dismisura tempi e costi. E non dimentichiamo le resistenze organizzative e culturali, dovute anche al fatto che l’introduzione di una nuova tecnologia complica sempre la situazione, perché aggiunge nell’immediato ulteriori regole alla già enorme massa di procedure esistenti.

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