Le competenze del manager

Solo il pregiudizio e un’illusione ottica della proiezione di Mercatore ci impediscono di renderci conto della vastità enorme del continente africano. Il viaggio da Tangeri a Nairobi è più lungo di quello da New York a Londra.

Caterina Rossini lo sapeva benissimo. Caterina Rossini era un vero genio matematico. A due anni, accompagnando la madre al supermercato, aveva saputo calcolare mentalmente se un barattolo da 125 grammi a 250 lire era più conveniente di uno da 7 etti a 1.790 lire. A tre aveva sbalordito tutti osservando che, a differenza di altri numeri, lo zero significava cose diverse  a seconda della posizione in cui si trovava.

Ventitre anni dopo la ritroviamo come la più giovane responsabile di progetto della Stern. Non era simpatica a tutti. Anni di studi con compagni più grandi di lei l’avevano isolata; era riservata e un po’ fredda. Un suo collega l’aveva definita “fin troppo logica”. La giovane età inoltre continuava a bloccarne la carriera.

Benché fosse stata lei a ricavare tutti i dati del progetto Zaire, Trebbi non aveva voluto che fosse lei a ricoprire il ruolo di Project Manager: “Senti Caterina, quel posto è nel mezzo dell’Africa e su un terreno di massima difficoltà. Ci serve qualcosa di più di una maga da consolle”. Caterina replicò, imperturbabile: “Gli studi dimostrano che il principale fattore che limita l’efficienza lavorativa è la temperatura ambientale, e il secondo la privazione di sonno: io dormo in ogni condizione, e non soffro il caldo”.

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