La coscienza di Zen

Nell’introduzione al suo libro “Il Marketing dalla A alla Z”, Philip Kotler scrive: “Il mio approccio è influenzato dallo Zen. Lo Zen pone l’accento sull’apprendimento tramite la meditazione e illuminazioni dirette e intuitive. Le riflessioni presenti in questo libro sono il risultato delle mie meditazioni sui concetti e principi fondamentali del marketing”. Il marketing, così come il pensiero strategico o il management umanistico, non sono riconducibili ad una specifica scuola filosofica, ma un approccio di pensiero libero, elastico, che rifiuta qualunque forma di verità assoluta o indiscutibile. Lo zen ci insegna a guardare al comportamento umano ed al funzionamento Prosegui…

Il vantaggio di essere anziani

“Vi sono poi altri settori in cui le competenze aumentano con il passare degli anni: pensiamo in particolare alla medicina, alla religione, all’intrattenimento, alle pubbliche relazioni e alla politica. Presso i popoli tradizionali, ostetriche e guaritori sono spesso figure anziane, e lo stesso vale per maghi e sacerdoti, profeti e stregoni, conduttori di canti, giochi, danze e riti di iniziazione. Inoltre le persone di una certa età godono di un enorme vantaggio sociale rispetto ai figli, potendo contare su un tessuto di relazioni sviluppate nel corso della vita intera e sovente utili per i figli stessi. Anche i leader politici sono spesso tutt’altro Prosegui…

La corruzione? Sta bene, grazie

Fino al diciannovesimo secolo era normale che i detentori di cariche pubbliche si arricchissero. Anzi, la strada più breve per diventare ricchi era proprio quella del potere politico e delle cariche pubbliche. E nessuno si scandalizzava per questo. Ancora oggi è così in molte nazioni, dove tutti sanno che possano coesistere il lavoro pubblico e l’arricchimento privato. In questi paesi la corruzione è un fenomeno di normale integrazione del ruolo pubblico. In altre nazioni invece la sfera privata e la sfera pubblica sono ideologicamente tenute separate, quasi opposte. Ogni confusione fra esse è vista come immorale e la carica pubblica viene considerata quasi Prosegui…

L’occasione fa l’uomo creativo

Cosa rende un’azienda più creativa, innovativa, redditizia di altre? La capacità di produrre e applicare idee vincenti, di sviluppare conoscenza. E come fa? Gran parte del valore che si crea in azienda deriva dal modo in cui i dipendenti imparano gli uni dagli altri. È dimostrato da numerosi studi che in un contesto organizzativo lo scambio di conoscenze avviene più spesso in momenti informali, in incontri casuali. Chiacchiere di corridoio, pause caffè e momenti simili sono le classiche situazioni in cui le persone escono dalla routine e si aprono a nuove esperienze, a nuovi modi di pensare, ad approcci diversi rispetto a quelli Prosegui…

La fusione fra due culture aziendali

Fra gli aspetti positivi delle fusioni aziendali molti citano il “benchmarking culturale”, ovvero l’obiettivo che la nuova struttura prenda il meglio dalle culture delle aziende originarie. Tale possibilità indubbiamente esiste, e vale sempre la pena cercare di integrare gli aspetti vincenti di due culture distinte. Questo naturalmente presuppone che ciascuno conosca bene gli aspetti positivi non solo della cultura del partner, ma anche i propri. Ed è sorprendente notare come in realtà spesso il vero problema è la mancanza di comprensione della propria stessa cultura. Questa mancanza di comprensione può portare al fallimento del tentativo d’integrazione e le conseguenze possono essere drammatiche: Prosegui…

Quando si ignora la cultura

Alla fine le cooperative X e Y arrivarono a fondersi. Si trattava di imprese di successo in due settori complementari, e vi era la ragionevole prospettiva che dalla loro fusione potesse nascere un’impresa leader. Le analisi economiche e di mercato concordavano: il nuovo soggetto imprenditoriale aveva tutte le caratteristiche patrimoniali, tecniche e commerciali per avere successo. Il presidente della cooperativa X accettò di buon grado di lasciare la presidenza al collega delle cooperativa Y: era ormai prossimo alla pensione, non vi erano dietro di lui figure adeguate per sostituirlo. Era convinto che la fusione con la cooperativa Y fosse un buon modo per Prosegui…

Linguaggio privato e linguaggio pubblico

Ogni organizzazione che funziona bene ha un linguaggio comune. Il linguaggio è espressione dei valori, della cultura, del modo di affrontare i problemi e le relazioni. Nelle organizzazioni coese tutti usano le stesse parole, gli stessi concetti, e li trasmettono di generazione in generazione.  È sufficiente andare in giro per gli uffici e i reparti, parlare con la gente che vi lavora, a tutti i livelli. E ascoltare quando parla dell’impresa, dei colleghi, del futuro. Se le persone condividono gli stessi linguaggi, il tono della voce, i gesti, allora vuol dire che l’organizzazione funziona. E gli individui, anche quando sono fuori dall’organizzazione, continuano Prosegui…

Due fattori della cultura vincente

Nei seminari, in azienda, nelle discussioni con colleghi e clienti, mi capita spesso di sottolineare l’importanza della cultura organizzativa. È un fattore decisivo nello spiegare il successo o il fallimento delle iniziative aziendali. Ma la cultura di un’organizzazione è difficile da individuare, definire, capire. Ed è difficilissima da cambiare nel momento in cui da fattore di successo si trasforma in impedimento ed elemento di conservazione. La domanda che spesso mi viene fatta è “ come si fa a riconoscere una cultura vincente?”. I fattori sono tanti. Ne cito due, fondamentali. Il primo è un sincero interesse per le persone (dipendenti, clienti, fornitori, Prosegui…

Le regole non scritte

In nessun luogo di lavoro (fabbrica, ufficio, cantiere, campo agricolo) si lavora così come previsto dalle procedure interne.  È inevitabile che vengano inventate prassi nuove, ad esempio per sopperire a limiti tecnologici, o per trovare soluzioni in casi di emergenza. Nascono così le regole non scritte, inventate per rendere più svelto o comodo il lavoro. Col tempo si sedimentano prassi tollerate, a volte innocenti, a volte discutibili (es. omissioni, sconfinamenti), a volte pericolose, come quando vengono messi in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori, o la qualità del prodotto. Le pratiche non formali sono spesso indispensabili per velocizzare i processi Prosegui…

Le organizzazioni volontarie

Una ricerca americana di qualche anno fa sulle “organizzazioni volontarie” mette in luce che più un’organizzazione occupa un posto importante nella vita dei propri affiliati, più questa è caratterizzata da una politica interna attiva, vivaci lotte fra correnti, dispute e sollevazioni della base. Quelle con scarso disaccordo interno sono invece una sorta di organismi burocratici stabili, come nel caso di quei sindacati che si limitano alle negoziazioni salariali. Fra le organizzazioni più burocratiche e apatiche troviamo i gruppi di veterani, le associazioni professionali e commerciali, gli automobil club, le cooperative di consumatori.

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