L’incredibile vince sui fatti

Paul Watzlawick riporta in uno dei suoi testi i risultati di un famoso esperimento di Alex Bavelas. Due soggetti – A e B – rispondono separatamente a domande su una serie di diapositive mediche di cellule sane e malate. A riceve il vero feedback e impara a distinguere con un buon grado di esattezza (80%). B ha un feedback basato sulle risposte di A: cerca un ordine là dove non c’è. Quando A e B si confrontano sui rispettivi sistemi con cui hanno imparato a distinguere cellule sane e malate, A mostra idee semplici, B complesse. A rimane sorpreso dell’intelligenza sottile di B, Prosegui…

Il sabotaggio

Un classico esercizio d’aula è quello del sabotaggio: “Descrivete l’organizzazione capace di ridurre al minimo la fiducia fra i dipendenti. Che cosa fareste? Quali procedure adottereste?”. “Descrivete l’organizzazione capace di ridurre al minimo la comunicazione fra i dipendenti”. “Descrivete l’organizzazione capace di ridurre al minimo la qualità del servizio ai clienti”. E così via. Si tratta di un esercizio facile, molti si dimostrano ottimi sabotatori. Un esercizio più difficile è questo: “Immaginate un’organizzazione caratterizzata dalla massima fiducia fra i dipendenti. Che cosa fareste? Quali procedure adottereste? “Immaginate un’organizzazione caratterizzata dalla massima comunicazione interna”. “Immaginate un’organizzazione capace di erogare la miglior qualità Prosegui…

La scienza dei terremoti

In un test, due illustri sismologi, il dottor Grucko e il professor Muntzbergen,  ricevono separatamente le stesse informazioni su una serie di semplici fenomeni sismici. Ogni volta che il dottor Grucko avanza una interpretazione o una previsione, riceve il vero feedback e arriva quindi ad una rapida spiegazione dei meccanismi di movimento della placca tettonica, o di formazione delle onde sismiche, e così via. Al professor Muntzbergen invece vengono  date come feedback risposte casuali: il professor Muntzbergen cerca quindi di interpretare i fenomeni sismici sulla base di informazioni sbagliate. Quando il dottor Grucko e il professor Muntzbergen si confrontano sui rispettivi sistemi di spiegazione, Grucko Prosegui…

Come boicottare una riunione

Se sei il promotore: convoca la riunione senza preavviso; lascia nel vago l’oggetto e l’obiettivo; invita più persone che puoi; fa credere che l’improvvisazione sia un segno di creatività; fa in modo che vengano passati tutti i messaggi e le telefonate; tollera ed alimenta ogni dialogo laterale; analizza a fondo tutti i punti meno importanti e lascia i temi più critici per l’ultimo quarto d’ora; fa in modo che a decidere non siano i presenti ma la pressione e l’urgenza degli ultimi minuti.

Se sei un partecipante: fa in modo di arrivare in ritardo; ricordati che l’ascolto passivo dimostra a tutti il tuo Prosegui…

Premi o punizioni

A te che mi chiedi come si fa a capire se un’azienda (o un capo, un fornitore, un cliente …) è affidabile o meno, non posso che rispondere che di ogni comportamento che un’azienda (o un capo, un fornitore, un cliente …) considera desiderabile, bisogna domandarsi se si tratti di un comportamento premiato, punito o ignorato.

La risposta a questo interrogativo indica ciò di cui l’azienda (o il capo, etc etc)  si interessa, non ciò di cui sostiene di interessarsi.

 

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Le parole per chiederlo

Fare un’analisi organizzativa comporta fare domande. Come dice Drucker “gli errori più gravi non derivano dalle risposte sbagliate. Ciò che può fare davvero male sono le domande sbagliate”. Dato che non è possibile individuare in questa sede quali domande fare in una specifica analisi organizzativa, sarà bene concentrarsi sulla tecnica e sul metodo del porre domande.

Prendiamo questa lista:

  1. Le domande più delicate e scabrose vanno poste quando si sia già instaurato un rapporto di fiducia fra interrogante e interrogato;
  2. Spiegare in modo neutrale che l’interrogante è già a conoscenza di certe informazioni che l’interrogato può essere tentato di evitare;
  3. Non utilizzare confronti
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Learning organization

Enrico si bloccò esattamente il 16 maggio, alle 10,30 circa. Si era appena messo a scrivere alcune lettere di sollecito ai clienti quando venne preso da una forte sonnolenza. Andò alla macchinetta per farsi un caffè e vide, appoggiato sul tavolo della saletta, una rivista di enigmistica. Si mise a sfogliarla e, bevendo il suo caffè, la sua attenzione cadde su un cruciverba. Iniziò a compilarlo e rimase lì, bloccato. Solo verso le 12,00 Marina, sua collega all’ufficio clienti,  gli disse che la capitale nella Cecoslovacchia (4 lettere) era Oslo. Una volta risolto il 27 orizzontale, tutto fu più semplice:  Enrico portò a termine rapidamente Prosegui…

Prova di ammissione al Master

Filippo era con la testa china ormai da 20 minuti sul foglio. Di fronte aveva l’unica domanda del test, un’operazione che non riusciva a risolvere: “Completate con un trattino la seguente equivalenza logica: 5 + 5 + 5 = 550“.  In un altro momento avrebbe considerato questo problema come un semplice rompicapo da Settimana Enigmistica, di quelli che fai d’estate, in spiaggia, sotto l’ombrellone. Ma qui non era al Bagno Sauro di Cervia. Qui si trovava al test di ammissione al Corso Superiore di Megamaster avanzato in Business Control Administration Strategy & Conflict della Moby Dick School (lo so, devo camuffare i nomi, Prosegui…

Bisogno di servizi

L’autunno scorso moglie e marito si sono persi di vista alla fiera della pera volpina di Brisighella, senza aver stabilito accordo preventivo su dove trovarsi in caso di smarrimento (a Brisighella il telefonino non prende). A quel punto ognuno ha pensato “cosa farei al suo posto“, e si è diretto dove pensava l’altro sarebbe andato. Il marito al punto informazioni, la moglie al parcheggio. Naturalmente non si sono trovati. Da persone logiche quali sono – lui è un maestro d’asilo, lei idraulico – a quel punto hanno entrambi formulato un ragionamento più sofisticato: “cosa farei se fossi l’altro e stessi chiedendomi cosa Prosegui…