I killer delle neo imprese

Sono in circolazione alcuni personaggi pericolosi. Sono quei valutatori dei progetti di nuove imprese che soffocano sul nascere idee, piani, sogni. Sono bravissimi a mettere in luce problemi, svantaggi, rischi, limiti dei progetti. E a emettere sentenze di morte prima ancora che la “creatura” nasca. Ben che vada consigliano di rifare ancora una volta (e ancora, e ancora …) il progetto, ma più spesso suggeriscono agli aspiranti imprenditori di fare domanda di assunzione presso qualche grande impresa, o di aspettare “di maturare ancora un po’”. È evidente che non hanno mai creato un’impresa in vita loro, che non hanno mai messo Prosegui…

Porre domande, ascoltare e proporre idee

“Godtfred Kirk era il primo superiore che lui avesse mai conosciuto a non dare mai nemmeno un ordine. A quei tempi, questo approccio alla leadership era tanto strano che molti nuovi manager della LEGO avevano difficoltà a capire che cosa dovevano fare, e più d’uno rassegnò le dimissioni proprio per questa ragione. Lo stile di gestione di Godtfred consisteva nel porre domande, ascoltare e proporre idee, per poi attendere che la persona in questione scoprisse da sé che cosa andasse fatto, quando e come”. (Mikael Lindholm e Frank Stokholm, Lego Story, 2011)

 

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Servono imprenditori, non solo idee

Perché muoiono tante start-up? Perché anche se le idee sono buone, viene a mancare chi le sappia realizzare concretamente. Sono le situazioni in cui manca chi sappia adattare le idee alle reali situazioni di mercato, tecnologiche, finanziarie, normative. In poche parole, manca l’imprenditore. È inutile investire in buone idee se poi queste sono affidate a persone incapaci di portarle a concreta realizzazione, ovvero a trasformare l’idea in affare. E non basta fare un business plan: quando mai un business plan si è realizzato esattamente come era stato preventivato? E quante volte invece il tentativo di realizzare il business plan ha portato Prosegui…

Per innovare devi essere piccolo

Un luogo comune sostiene che le imprese maggiori, grazie alle loro dimensioni ed a ingenti investimenti in ricerca e sviluppo, sono molto più innovative delle medie e piccole imprese. Eppure alcuni studi dicono esattamente il contrario: le quote di innovazione delle grandi imprese non sono proporzionali alle loro dimensioni. Insomma: più si è grandi meno si è innovativi. In molti casi si è visto come l’innovazione trovi terreno più fertile nelle piccole imprese. Le ragioni sono evidenti. I massicci investimenti tecnologici delle grandi imprese sono difficili da smobilitare, e le fanno scivolare in una inevitabile inerzia. Le grandi imprese sono sotto il mirino di Prosegui…

Imprese confuse e imprese focalizzate

Che differenza c’è tra una “impresa confusa” ed una “impresa focalizzata”? In un’impresa confusa nessuno ha veramente idea di dove si stia andando. Tutti lavorano moltissimo, ma con un grosso ed inutile dispendio di risorse ed energie. In questa situazione è impossibile definire obiettivi che migliorino la performance. L’impresa focalizzata invece lavora costantemente per fissare la propria direzione. Due sono i concetti che i dirigenti di una “impresa confusa” non capiscono: 1) Tutte le parti dell’impresa lavorano verso lo stesso obiettivo. 2) L’obiettivo dell’impresa è un concetto unificato, totale, olistico: “tutti, da chi acquista le materie prime a chi è occupato alla contabilità, Prosegui…

Le fusioni fra imprese

Il tema è di grade attualità: di fronte alla crisi (in corso o prevista), molte imprese scelgono la strada della fusione. Non si tratta di una novità: da molti anni assistiamo a processi di questo tipo, anche se spesso si è trattato piuttosto di incorporazioni, se intendiamo con questo termine il caso in cui un’impresa sana ne incorpora una in difficoltà, dettando le regole del gioco e dei poteri interni. Non sempre le fusioni hanno sortito gli effetti sperati. È importante quindi ragionare sui fallimenti allo stesso modo in cui si ragiona sui successi. Fra le cause più frequenti di fallimento di una fusione Prosegui…

Le aziende migliori

Vedo aziende ben organizzate e ben gestite. Come fanno? Ci sono alcuni elementi ricorrenti. Sono aziende che sanno dove andare, perché si concentrano sul fare le cose giuste, ovvero cercano di essere i migliori nel proprio business, e non si disperdono in troppe attività. Sanno selezionare le persone giuste e allontanare quelle sbagliate perché valutano proprio le persone, non solo le loro competenze. Non ricorrono a incentivi economici significativi, perché sanno che non esiste un sistema di incentivi che ottenga i giusti comportamenti dalle persone sbagliate. Non ricorrono a sistemi gerarchici o burocratici: se avete persone disciplinate, non serve nè gerarchia Prosegui…

Cercasi idee

Quando nelle associazioni di categoria si parla di nuovi servizi per le imprese, spesso si pensa a servizi relativi all’ultimo adempimento appena emanato dal governo, o all’informatizzazione di qualche procedura relativa ai servizi tradizionali (fiscali, tributari, etc). Ma le imprese non hanno bisogno tanto (o solo) di questo. Le imprese hanno bisogno di iniziative nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica, e servizi di analisi strategica, hanno bisogno di un centro studi e di formazione di altro profilo. Le imprese vogliono familiarizzare maggiormente con mondi e mercati finora sconosciuti, ed essere all’interno di un sistema di reti. Vogliono tempestività dell’informazione, e magari trovare Prosegui…

Il successo che porta al fallimento

Vi sono imprese che hanno successo perché hanno fortuna. Fattori ambientali ed eventi casuali possono giocare un ruolo determinante nel produrre ottimi risultati. Ma tale condizione non dura mai a lungo, se non altro perché qualche concorrente decide anche lui di approfittare delle medesime condizioni ambientali. Oltretutto il buon risultato porta con sé un problema: i gruppi di successo tendono a sovrastimare le proprie strategie e a sviluppare un eccesso di fiducia nelle proprie capacità. È per questo che capita spesso che alcune imprese passino rapidamente da strategie vincenti a strategie fallimentari.

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Non si può più scherzare

Vado alla convention annuale di una grande azienda che fornisce servizi alla pubblica amministrazione. Mentre sul palco parlano i dirigenti, un manager mi fa: “Il punto è fare capire a questi signori che parlano dal palco che non si può più scherzare con la pelle degli altri, ovvero con la mia e dei miei colleghi. Ogni giorno siamo presi in mezzo da tutti: fornitori, capi, dipendenti, clienti. Io non riesco più a gestire lo stress psicologico. Mi danno obiettivi impossibili da raggiungere e un carico di lavoro esasperato. I clienti sono indemoniati perché i contratti sono ingestibili. Il nostro personale è sempre meno qualificato, Prosegui…