Lavori senza senso (Bullshit Jobs, di David Graeber)

“Ampi strati della popolazione passano l’intera vita lavorativa a svolgere compiti che in cuor loro ritengono non andrebbero affatto svolti. È come se qualcuno ci costringesse a svolgere compiti privi di scopo soltanto per tenerci tutti occupati. Il danno morale e spirituale che deriva da questa situazione è grave. È una cicatrice che segna la nostra anima collettiva, anche se praticamente nessuno ne parla”.

“Come è possibile anche solo provare a parlare di dignità nel lavoro se si ha l’intima convinzione che la propria occupazione non dovrebbe esistere? Per lavoro senza senso si intende un’occupazione retribuita che è così totalmente inutile, superflua o dannosa che Prosegui…

Il caso della Miniera di gesso

Tratto da: A. Gouldner, Modelli di burocrazia aziendale, 1970 (rielaborato da G. Bonazzi, Dentro e fuori la fabbrica, Angeli ed. 1988)

Il caso si riferisce ad una ricerca condotta all’inizio degli anni ’50 in un piccolo stabilimento situato in una cittadina di circa 12 mila abitanti nella zona dei grandi laghi americani, e proprietà di una grossa compagnia con molti altri stabilimenti disseminati su tutto il territorio degli USA. Tale stabilimento era composto da una miniera di gesso, in cui lavoravano una settantina di minatori, e da una fabbrica di superficie, dove circa 150 operai erano addetti alla lavorazione del gesso estratto dalla Prosegui…

I cooperatori del latte

Il libro “Latte soldi e politica” è un lunga e interessante intervista a Luciano Sita sulla sua esperienza come presidente del Gruppo Granarolo. “Vent’anni di battaglie tra gli scandali della prima Repubblica e i crac di Cragnotti e Parmalat” recita il sottotitolo, puntando l’attenzione su alcune vicende importantissime della gestione di Sita, ma certo non le sole.

Sita racconta come funzionavano (o non funzionavano) le cose nemmeno tanti anni fa: le cooperative bianche e rosse, gli equilibrismi fra comunisti, democristiani e socialisti nella distribuzione delle cariche non solo sociali ma anche manageriali.

È estremamente interessante poi leggere i retroscena Prosegui…

Il Marketing secondo Philip Kotler

Il mio approccio è influenzato dallo Zen. Lo Zen pone l’accento sull’apprendimento tramite la meditazione e illuminazioni dirette e intuitive”.

“Oggi il problema fondamentale che deve affrontare il business non è la carenza di beni, ma la carenza di clienti. La maggior parte delle industrie nel mondo è in grado di produrre una quantità di beni ben maggiore di quanto i consumatori siano in grado di acquistare. Il marketing è la soluzione per competere su basi indipendenti dal prezzo. A causa della sovracapacità il marketing è diventato più importante di quanto lo sia mai stato. È il reparto produzione cliente dell’impresa”. Prosegui…

Il mestiere di capo (Il generale Kutùzov)

A coloro che sono abituati a pensare che i piani di guerra e di battaglia sono fatti dai condottieri nello stesso modo che ciascuno di noi, seduto nel suo studio davanti a una carta, fa delle riflessioni su come disporrebbe le truppe nella tale o tal’altra battaglia, si presentano le domande: perchè Kutùzov (generale russo), durante la ritirata (dopo la battaglia di Borodinò) non fece questo e quest’altro? Perchè non occupo una posizione favorevole prima della località di Fili? Perchè non si ritirò subito sulla via di Kaluga, lasciando Mosca? ecc. Le persone abituate a ragionare così dimenticano o non conoscono quelle inevitabili condizioni nella Prosegui…

Oltre la democrazia dei partiti

Il difficile momento che stanno vivendo le democrazie occidentali è ben analizzato da Colin Crouch nel suo Postdemocrazia (ed. Laterza, 2009).

Vedere i mali della democrazia solo come colpa dei mass media e dell’ascesa degli strizzacervelli o degli errori personali dei politici significa ignorare che si stanno verificando processi ben più profondi”.

“L’idea di postdemocrazia ci aiuta a descrivere situazioni in cui una condizione di noia, frustrazione e disillusione fa seguito a una fase democratica; quando gli interessi di una minoranza potente sono divenuti ben più attivi della massa comune nel piegare il sistema politico ai loro scopi; quando le élite politiche Prosegui…

La noia al potere

È uscito da alcune settimane “Il potere è noioso: Il mondo globalizzato raccontato dal più anarchico degli economisti”, di Alberto Forchielli. L’ho letto e ne ho sottolineato alcuni passaggi. Ve li riporto. E poi comprate il libro (anche perché in realtà Forchielli non è un economista, ma un imprenditore).

Gli imprenditori italiani: “Col senno di poi, dico che facemmo l’errore di non capire che chi comprava – l’imprenditoria privata – era forse peggiore dei boiardi di Stato ramificati dentro al pubblico, quelli che dovevamo a tutti i costi mandare a casa. Così ci hanno guadagnato i vari Benetton, Tronchetti Provera, Riva, Prosegui…

Connectography

Parag Khanna sostiene che l’importanza di uno stato non sta nella sua collocazione geografica o nella numerosità della sua popolazione, ma nella sua connessione con i flussi di capitali, intelligenze, dati. In questo senso Olanda o Singapore contano più di Argentina, Indonesia o Messico. All’interno degli stati poi sono alcune aree geografiche che emergono proprio in base al loro grado di connettività: Silicon Valley e la Pianura Padana sono fondamentali per lo sviluppo di Stati Uniti e Italia.

Sempre più nascono grandi aggregazioni urbane fra città una volta separate: La Taiheiyo Belt in Giappone (ovvero l’enclave formata da Tokyo, Nagoya e Prosegui…

Gli allucinati

 

Buenos Aires, dicembre 1901

Vengono e vengono gli allucinati, sempre, a migliaia e migliaia, tutti i giorni. Essi seguono follemente il loro miraggio, abbacinati; non sanno nulla, fuori che questa è la terra dove «si fa fortuna»; ignoranti e incoscienti, senza volontà e senza idee, spinti da una forza misteriosa e mostruosa, quasi un esercito di ipnotizzati, attirati da questa terra come i vascelli dall’isola fatata nella leggenda araba.

È inutile che i giornali onesti gridino al mondo la grande crisi che affligge questo paese: essi vengono. È inutile che le ricerche imparziali facciano conoscere che nella sola città di Buenos Aires quarantamila Prosegui…

Lo dicono tutti

Nel XVI secolo, le classi colte d’Europa credevano che certi esseri umani avessero stretto un patto col diavolo. Credevano che le streghe si radunassero per celebrare riti terrificanti, e che di notte volassero nel cielo. Sulla base di queste credenze, torturarono un’infinità di persone e uccisero da 50.000 a 60.000 dei loro contadini, soprattutto donne vecchie. Ma uccisero anche uomini e bambini, e a volte (poiché si pensava che fosse sconveniente bruciarli) imprigionavano i bambini fino a che non erano abbastanza grandi per essere mandati al rogo.

Il fatto che così tante persone siano state giustiziate per una fantasia – e nonostante Prosegui…