Il cimitero degli elefanti

Ogni azienda, ogni organizzazione deve avere il proprio cimitero degli elefanti, volgarmente detti “trombati”. È quel luogo dove possono essere opportunamente collocati quei dirigenti, solitamente anziani e di grado elevato, che non risultano più utili ma che, per varie ragioni, non possono essere allontanati.

Ogni organizzazione infatti, anche la più sana, ha situazioni di questo tipo. Alcune poi, le peggiori, ne sono piene. Gli elefanti in questione sono dirigenti caduti in disgrazia perché hanno fallito nel loro lavoro, o perché appartengono alla cordata perdente nell’ambito di faide interne. E che per ragioni contrattuali o meno nobili (come la detenzione di segreti inconfessabili, oppure Prosegui…

Coprirsi le spalle (e non solo)

Vi sono dirigenti pubblici che lavorano quotidianamente per un solo obiettivo: pararsi le spalle (e non solo quelle). Sono dirigenti che si mettono deliberatamente nella condizione di non far nulla, in modo da non correre il rischio di dover rispondere di persona se qualcosa dovesse andar male.

In base a questo principio emettono provvedimenti ma poi non li fanno eseguire. O lasciano degenerare le situazioni in modo da dover intervenire con provvedimenti d’urgenza, meno sottoposti a controlli e verifiche. Nessuno di loro naturalmente ammette che tale comportamento sia voluto.

Le ragioni addotte sono ben altre: mancanza di risorse, carenza di personale, eccessivi carichi Prosegui…

Come manipolare le informazioni

Nessuno è così ingenuo da pensare che le informazioni all’interno dei luoghi di lavoro circolino in modo libero e neutrale. Intorno all’informazione si giocano battaglie politiche: ogni attore organizzativo cerca di trarre vantaggio dalle informazioni che circolano, far bella figura di fronte agli altri e, in certe organizzazioni, arrecare svantaggio ai propri avversari. Occorre dunque avere consapevolezza dei molteplici modi per manipolare le informazioni e i dati all’interno di un’organizzazione.

Uno dei più semplici consiste nell’anticipare o nel ritardare le informazioni, a seconda della convenienza, ad esempio quando si spostano da un periodo all’altro certe componenti di ricavo o di costo. Un’altra modalità Prosegui…

L’arte della politica

“Qualcuno ha saggiamente osservato che in politica non occorre fare nulla: metà dei problemi è comunque irrisolvibile e l’altra metà è destinata a risolversi da sola. L’essenziale, in politica, è sapere aspettare: il più bravo a farlo vince la partita. (….) Gli autori dei libri di storia dedicano troppa attenzione ai cosiddetti momenti forti e troppo poca ai momenti di silenzio. Si tratta di una mancanza di intuizione: di quell’infallibile intuizione comune a ogni madre appena si accorge che dalla camera del suo bambino non proviene alcun rumore. La madre sa che quel silenzio non significa niente di buono, che nasconde qualcosa. Corre a intervenire Prosegui…

Le decisioni folli

Lord Cardigan e Lord Lucan si detestavano. Ognuno era deciso a fare di testa sua e a non tener conto delle opinioni dell’altro. Da un loro alterco nacque la folle decisione di ordinare ai seicento della Brigata leggera una carica frontale contro le batterie russe. Fu in questo modo che gli inglesi persero la battaglia di Balaklava, in Crimea, nell’ottobre del 1854. Per quanto ci si sforzi di pianificare e controllare, il destino delle organizzazioni molto spesso è determinato dall’esito di conflitti interpersonali. Non possiamo quindi ignorare il peso rivestito dai contrasti fra i soci in un’azienda, fra i comandanti in un esercito, Prosegui…

Perché comandano i burocrati?

Da quanto tempo si parla di semplificazione normativa e di efficienza dell’apparato burocratico? E da quanto tempo invece assistiamo all’aumento della pesantezza dei sistemi di protezione sociale e alla crescente inefficienza dei sistemi di regolamentazione? La regolazione pubblica è sempre più pervasiva, in nome della difesa dell’interesse generale. Tutto quanto è uso e consuetudine diventa dovere o prescrizione. Il burocrate pubblico è al servizio dei cittadini, ma non dipende da loro. È un professionista che decide in modo autoritario ciò che è bene per i propri “clienti”. I quali, a loro volta, si trovano nell’impossibilità di reagire, se non attraverso meccanismi formali gestiti da Prosegui…

Eletti e funzionari nelle associazioni

La forza di un’associazione di rappresentanza è strettamente legata alla presenza di apparati professionalizzati. Non è possibile infatti che un’associazione si regga solo sul contributo volontario degli iscritti. Tuttavia, per la ben nota “legge ferrea dell’oligarchia”, la presenza di un corpo stabile di funzionari rischia di portare l’associazione su strade non sempre coerenti con gli interessi degli associati, ma sicuramente funzionali agli interessi degli apparati. In tal modo il principale obiettivo di un’associazione diventa la sua stessa sopravvivenza, anche a costo di stravolgere gli obiettivi per cui era nata. I modelli di rappresentanza prevalenti in Italia sono sostanzialmente due. Il Prosegui…

La rivoluzione organizzativa

Quando si parla di rivoluzione, spesso si citano le parole di Mao Tse Tung:” “La rivoluzione non è un pranzo di gala; non è un’opera letteraria, un disegno, un ricamo; non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità. La rivoluzione è un’insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un’altra” (da Citazioni dalle opere del Presidente Mao-Tse-Tung – meglio noto come Libretto rosso, pp. 12-13). Questa definizione appare piuttosto brutale, non adatta alle nostre delicate sensibilità. Tuttavia, quando i più autorevoli esperti di strategia aziendale (i Prosegui…

I pirati democratici

Un esempio storico di organizzazione democratica ed egualitaria è quella dei pirati. Il capitano di una nave pirata guida la nave durante gli arrembaggi, ma negli altri momenti governa sempre con il consenso della ciurma. Deve dimostrare la propria forza in battaglia, ma se si dimostra despota ed ingiusto viene punito con l’impiccagione. Anche il capitano infatti deve rispettare il codice di bordo. Quello redatto dal capitano Bartholomew Roberts, che comandava 508 uomini divisi in quattro navi, prevede che “ogni uomo ha il diritto di voto nelle questioni in discussione”. Come mai nelle navi pirata non si è assistito alla deriva di Prosegui…

Lo sciopero contro l’utente

Si annunciano scioperi pesanti per le prossime settimane: trasporti, banche, sanità, tanto per citarne alcuni. Chi sopporterà i maggiori disagi? Sicuramente i lavoratori, che perderanno giorni di paga. E altrettanto sicuramente gli utenti dei servizi interessati, che subiranno senza colpa alcuna i disagi causati dal blocco delle attività. Non credo invece che i datori di lavoro (almeno quelli pubblici o monopolisti) subiranno particolari danni. Perché non si fanno scioperi virtuali, senza danneggiare gli utenti? Le esperienze esistono. Una di queste prevede che il lavoro venga svolto normalmente e che tutte le entrate dell’impresa e gli stipendi dei lavoratori siano versati ad una terza Prosegui…