I “gruppi giovani” nelle associazioni

All’interno delle associazioni di rappresentanza spesso nascono gruppi di giovani associati che rivendicano, attraverso organismi ad hoc, visibilità e ruolo all’interno sia delle associazioni che delle imprese di appartenenza. È il caso ad esempio del “Gruppo giovani” di Confindustria o di “Generazioni” di Legacoop. Sono gruppi che nascono per essere tanto coscienza critica quanto laboratori di innovazione. Gli obiettivi dichiarati sono sostanzialmente quelli del ricambio generazionale, della formazione dei futuri dirigenti, del confronto e socializzazione fra giovani, dell’elaborazione culturale a supporto dell’innovazione della rappresentanza, dello sviluppo dello spirito associativo nei giovani. Questi gruppi contano qualcosa? La loro possibilità di incidere nelle dinamiche associative Prosegui…

L’organizzazione ai tempi della guerra civile

In quasi tutte le guerre civili è normale trovare fra le fila degli insorti molti ufficiali dell’esercito governativo. Alcuni ufficiali entrano nelle forze di resistenza fin da subito, e sono essi stessi fra i promotori della rivolta. Altri ufficiali invece si uniscono agli insorti più avanti. A questo punto sorge un tipico problema organizzativo: quando iniziano a disertare gli alti ufficiali dell’esercito governativo, a chi spetta guidare le forze di resistenza? Agli ufficiali che avevano disertato per primi o a quelli di grado più alto? In alcuni casi –  come pare stia accadendo in Siria oggi – gli ufficiali disertori creano più organizzazioni parallele. Prosegui…

Il dirigente fallito

Ha abbandonato l’azienda, ormai condannata alla chiusura: le sue dimissioni sono irrevocabili. Non dobbiamo preoccuparci per suo futuro: è già in pensione da alcuni anni. È sempre stato considerato il leader indiscusso, di gran lunga migliore di ogni altro dirigente, e la sua retribuzione è sempre stata altrettanto indiscutibilmente e coerentemente superiore a quella di chiunque altro. Il suo stile di gestione era alquanto singolare: assegnava obiettivi vaghi e impossibili da raggiungere, in modo da poter poi dare valutazioni negative davanti al fallimento. Le sue critiche erano sempre personali, mai oggettive. Non si preoccupava delle esigenze dei singoli, ma che obbedissero ai suoi ordini. Prosegui…

Cosa significa essere governati

Essere governati significa essere guardati a vista, ispezionati, spiati, diretti, legiferati, valutati, soppesati, censurati, comandati da persone che non ne hanno né il titolo, né la scienza, né la virtù. Essere governati significa essere, a ogni operazione, a ogni transazione, a ogni movimento, annotati, registrati, censiti, tariffati, timbrati, tosati, contrassegnati, quotati, patentati, licenziati, autorizzati, apostrofati, ammoniti, impediti, riformati, raddrizzati, corretti. Significa, sotto il pretesto dell’utilità pubblica, e in nome dell’interesse generale, essere addestrati, taglieggiati, sfruttati, monopolizzati, concussionati, pressurati, mistificati e poi, alla minima resistenza e alla prima parola di protesta, repressi, multati, vilipesi, vessati, taccheggiati, malmenati, fucilati, mitragliati, giudicati, condannati, deportati, sacrificati, venduti, traditi e, Prosegui…

Il manipolatore

Il manipolatore ha un obiettivo chiaro: far fare ad un’altra persona esattamente ciò che lui vuole, senza usare autorità, denaro o coercizione. Il manipolatore non comunica all’altra persona quali sono i suoi veri obiettivi, e si muove in due fasi. Inizialmente cerca di sviluppare un buon rapporto con l’altro, per cui l’altro comincia ad apprezzarlo; nel secondo stadio il manipolatore usa il rapporto personale come arma di scambio. Il suo sforzo è teso a creare dissonanza: prima fa in modo che l’altra persona provi per lui dei sentimenti di affetto e lealtà, e poi domanda a questa di cambiare le sue convinzioni più Prosegui…

Le donne nei Consigli di Amministrazione

Una ricerca inglese del 2011 ha evidenziato una correlazione fra il successo economico di un campione di aziende (circa 250 delle più importanti società in Europa, Stati Uniti e Asia)  e la rappresentanza femminile nei consigli di amministrazione. La ricerca innanzitutto evidenzia che il livello di remunerazione dei consiglieri non ha nessun effetto sulla performance delle aziende. Le aziende di successo invece possiedono, più delle altre, tre fattori: una più alta proporzione di donne amministratori, un Board più piccolo, e una più alta percentuale di consiglieri indipendenti. Per quello che riguarda l’Italia non ho dati sul numero di componenti dei CdA e sulla presenza di Prosegui…

Le tecnologie abilitanti

Per anni sì è parlato di fabbriche e uffici completamente automatizzati come di un’utopia. Warren Bennis arrivò a dire che “… la fabbrica del futuro avrà solo due dipendenti, un uomo e un cane. L’uomo sarà lì per dare cibo al cane e il cane per impedire  all’uomo di avvicinarsi alle apparecchiature”. Poi sono arrivate le tecnologie digitali, dette anche tecnologie abilitanti, perché mettono in grado le persone di fare da sole, in proprio e a costi bassissimi, attività che in precedenza, nell’economia industriale, avevano elevatissimi costi di ingresso e di gestione. Si è parlato a quel punto di uno spostamento di potere: Prosegui…

Il sistema premiante: il metodo cinese

Racconta Edgar Schein che durante la guerra di Corea, molti militari americani furono rinchiusi in campi di prigionia cinesi, gestiti in modo molto meno brutale rispetto ai campi coreani. La linea morbida adottata dai cinesi produsse effetti fenomenali: al rientro in patria, gran parte dei prigionieri americani manifestò idee di apprezzamento della politica cinese. Come fecero i cinesi ad ottenere questo risultato? Procedendo per gradi e con un metodo implacabile. Ad esempio si chiedeva ai prigionieri di sottoscrivere dichiarazioni generiche (“Gli Stati Uniti non sono perfetti”). Qualche tempo dopo li si invitava ad elencare alcuni esempi in tal senso. Successivamente si chiedeva Prosegui…

Ribellarsi è giusto, a patto che …

Fino alla fine della I guerra mondiale la maggiore onorificenza austriaca era l’Ordine di Maria Teresa d’Austria. Tale riconoscimento era riservato a quegli ufficiali che cambiavano la strategia della battaglia prendendo loro stessi il controllo e, disattendendo gli ordini ricevuti, conducevano le truppe alla vittoria. Naturalmente se le cose andavano male erano deferiti alla corte marziale per disobbedienza.

Ha tutte le qualità di Nelson tranne una: non sa disubbidire” (Ammiraglio Fisher a proposito dell’ammiraglio Jellicoe dopo la battaglia dello Jutland contro la flotta tedesca, 1916).

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Due cose da non fare col capo

Vi sono almeno due cose da non fare col vostro capo. Non esponete mai il capo a sorprese: il capo va protetto dalle sorprese. Essere esposti a sorprese nell’organizzazione di cui si è responsabili è una umiliazione. Non sottovalutate mai il capo. Sopravvalutando il capo non correte alcun rischio. Sottovalutandolo egli potrà imputare  a voi i limiti che voi attribuite a lui e vi giudicherà negativamente.

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