Condividere le responsabilità – Il Round Robin

Ho già scritto sulle caratteristiche democratiche delle comunità di pirati (L’esempio democratico dei pirati , I pirati democratici e Non diventare mai capitano) e su alcune loro regole che si possono considerare vere e proprie “prassi cooperative”. Una di queste era il “Round Robin”, termine con cui oggi si intende un’attività in cui i partecipanti si alternano, in modo regolare, nel suo svolgimento. Il Round Robin era originariamente una petizione inviata dai marinai della Marina Britannica ai loro ufficiali, in cui si reclamavano migliori condizioni di vita e di lavoro a bordo. Nella petizione le firme erano disposte in cerchio, in modo che non fosse possibile identificare una qualche gerarchia fra i firmatari. Questa modalità fu adottata anche per la raccolta di firme fra chi organizzava un ammutinamento. I firmatari si impegnavano a portare a termine la ribellione e si prendevano la responsabilità delle loro decisioni. Le firme dei congiurati messe in cerchio impedivano che, in caso di fallimento, il capitano della nave potesse individuare il capo dei cospiratori. Ma era anche un modo per far condividere le responsabilità a tutti. Come scrive un pirata nelle sue memorie, “il round robin è una misura precauzionale, così che nessuno potrà tirarsi indietro quando si comincerà a sentire odore di bruciato”.

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