La lotta alle false cooperative

La presenza sul mercato di false cooperative, (ovvero cooperative che nascono per iniziativa di imprenditori senza scrupoli, per scopi speculativi e che falliscono o chiudono nel giro di pochi mesi lasciando debiti, contributi e stipendi non pagati) rappresenta un problema per le cooperative autentiche, quelle che rispettano le normative ed i principi cooperativi. Le iniziative promosse dall’Alleanza delle Cooperative Italiana mirano a far adottare per via legislativa provvedimenti più severi e maggiori sanzioni a carico di chi utilizza la forma cooperativa in modo scorretto per perseguire vantaggi attraverso il mancato rispetto di contratti e l’accesso improprio alle agevolazioni previste per le “vere cooperative”. L’obiettivo della mobilitazione dell’ACI è questo: le vere cooperative chiedono allo Stato una maggior capacità di controllo e repressione del fenomeno delle false cooperative, che danneggia pesantemente il sistema concorrenziale, i soci lavoratori, le cooperative corrette, l’immagine della cooperazione. A questo punto il timore di molte “cooperative vere” è: la strada intrapresa porterà ad una maggior capacità di controllo e repressione da parte dello Stato o ad un maggior carico burocratico (certificazioni, controlli interni, controlli esterni) per le “vere cooperative”? Già oggi il peso burocratico che grava sulle imprese (non solo cooperative) è enorme. Il rischio è che questo aumenti ancora di più. È illusorio pensare che lo Stato sia capace di controllare e reprimere con efficienza e tempestività solo perché entrano in vigore nuove norme che vanno ad aggiungersi a quelle vecchie. Credo che la soluzione non possa che passare da un maggiore potere di controllo attribuito alle associazioni di rappresentanza, non solo sulle imprese associate, ma su tutte quelle iscritte all’albo delle imprese cooperative.

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