Non diventare mai capitano

Siete davvero un capitano”? domandai ancora una volta con cautela e con non poco rispetto, penso. “Nel vivo della battaglia”, rispose il capitano Barlow. “Nel vivo della battaglia, nessuno era più capitano di me. Per il resto, non ero superiore a nessun altro a bordo. Ero stato eletto”, aggiunse il capitano Barlow. “Ma non si può”, mi lasciai sfuggire. “Dio mica si può eleggerlo”. “Sì, invece”, rispose il capitano Barlow. “Certo che si può eleggere il proprio dio. Se sapessi quanti ce ne sono, di déi, non ti raccapezzeresti più. Ne brulicano tutti gli angoli della terra”. “Per essere eletto capitano bisogna associarsi. Gentiluomini di ventura, pirati, briganti del mare, bucanieri, predoni, corsari, filibustieri, avventurieri, uomini d’onore, cavalieri, chiamali come vuoi, ma sono loro a scegliere chi deve essere dio a bordo. E a destituirlo quando gli salta in testa. E capita spesso, te lo posso assicurare”.  “Gli uomini sono fatti così, lasciatelo dire, i pirati quanto il resto. Senza capri espiatori, non sanno vivere né reggersi sulle loro gambe. Perciò, segui il mio consiglio, piccolo amico, non diventare mai capitano, neppure eletto”. (da: Björn Larsson, La vera storia del pirata Long John Silver, ed. Iperborea, 2011)

 

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