Chi è destinato a fallire

La cultura industriale occidentale è improntata a modelli ed abitudini di tipo verticale, burocratico. Sono queste infatti le soluzioni applicate quando si dovevano moltiplicare i rendimenti avvalendosi di personale in grandissima parte analfabeta. Due secoli fa sono nati modelli organizzativi, stili di gestione, regole e abitudini che sono arrivati sino ai giorni nostri e che tuttora influenzano la nostra cultura organizzativa. Da una trentina d’anni il quadro di riferimento è completamente mutato.

Prima si richiedeva alle persone di eseguire istruzioni e compiti precisi, in un contesto stabile e rigorosamente programmato. Oggi la gran parte dei compiti operativi è assorbita da macchine, mentre alle persone si richiede iniziativa, collaborazione, innovazione ed apprendimento continui in un contesto mutevole e imprevedibile. In una situazione di questo genere gerarchia ed autorità non possono che lasciare il posto ad autorevolezza e professionalità.

Le organizzazioni che si confrontano col mercato lo hanno capito da tempo. Quelle che godono di posizioni di monopolio o che agiscono con logiche politiche invece oppongono resistenza, e replicano modelli sbagliati, assolutamente fuori luogo. Sono destinate a fallire.

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