L’insegnamento dei crociati

“Lo storico ed etnografo armeno Aitone da Corico individuava quattro prerequisiti necessari a una crociata vittoriosa per riconquistare la Terra santa: una causa adeguata, risorse sufficienti, conoscenza delle forze nemiche e una giusta tempistica”. A livello più operativo la buona riuscita di una crociata richiedeva “almeno sette fattori associati ma distinti: un casus belli convincente, pubblicità e propaganda, reclutamento, questioni finanziarie, trasporti, un piano per la campagna (nella misura in cui poteva essere prevista), e una strategia geopolitica più ampia”.

Mi sento di dire che anche oggi una buona strategia aziendale richiede i medesimi ingredienti. Prendiamo ad esempio il tema della pubblicità, o propaganda: “La promozione delle crociate teneva occupata la quasi totalità dei sensi: bisognava parlare, ascoltare, vedere , cantare, leggere, agire e toccare”. Il miglior strumento di propaganda era il predicatore che girava per città e campagne tenendo sermoni. “I sermoni seguivano modelli prestabiliti: un testo introduttivo o una spiegazione, l’exordium; lo scopo del sermone o narratio; le argomentazioni e controargomentazioni o divisio; poi le prove e le confutazioni, confirmatio e confutatio; e la fine, con la conclusione o epilogo”. Anche oggi le migliori campagne promozionali non si discostano da questo modello.

E ancora: “L’organizzazione delle crociate rivela che l’attività bellica per avere successo richiede esperienza, sangue freddo e la capacità di ragionare in modo concettuale ed empirico. L’esercizio della ragione richiede un’attiva organizzazione mentale, capacità di indagine e di deduzione”.

I crociati si chiedevano quale fosse la ragione da adottare per raggiungere gli obiettivi. “La ragione cerca la verità attraverso l’indagine. Il contrario della ragione non è l’ignoranza, il desiderio, la voglia, l’emozione, l’esperienza empirica e nemmeno la semplice negazione della ragione stessa, ma è la rivelazione. L’ignoranza e la mancanza di informazione di per sé non sono irrazionali”.

Risorsa decisiva per raggiungere l’obiettivo è chi dirige il tutto. Anche ai tempi delle crociate infatti i fallimenti erano dovuti a “comandanti che erano spinti da una vanità autoreferenziale un’ideologia pacchiana o un’avidità eguagliate soltanto dalla mancanza di una solida formazione militare o di competenza tecnologica; insomma, il cieco che guida l’illuso”.

Citazioni tratte da: Christopher Tyerman, Come organizzare una crociata, Utet, 2018

 

 

 

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