Perché valutare non piace

A molti capi non piace valutare i propri collaboratori, specie se percepiscono che la valutazione sarà negativa o inferiore alle aspettative del valutato. Sanno bene che la loro azione verrà considerata come potenzialmente ostile. C’è chi arriva a provare sentimenti di colpevolezza, e non riesce a trasformare la valutazione in un momento di critica costruttiva.

Spesso alla base di questi problemi vi è l’errata convinzione che la valutazione sia un processo oggettivo, e che si sia inadeguati a gestirlo. In realtà una valutazione obiettiva è impossibile: l’azienda è un sistema sociale in cui il raggiungimento degli obiettivi non va mai valutato indipendentemente dagli aspetti personali e di relazione. Occorre che la valutazione si trasformi in un processo continuo, basato sul dialogo e sul confronto, in cui la valutazione rappresenta un esito “normale” del dialogo fra capo e collaboratore.

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