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Seppelliamo gli archivi

“Bill Gates ha acquistato l’archivio Bettmann – la più prestigiosa collezione di fotografie storiche negli Stati Uniti – per poterlo seppellire. Nel 2001 ha infatti affittato diciannove camion per trasferirlo dalle afose estati di New York a una fresca grotta calcarea a 70 metri di profondità nel cuore della Pennsylvania. Qui, apparecchi grandi come armadi…
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Prigionieri del titolo di studio

“L’uomo è per sua natura inquieto. Quando viene lasciato per troppo tempo nello stesso posto si annoia e diventa inevitabilmente improduttivo e demotivato. La cura, ne ero assolutamente convinto, consisteva nell’incoraggiare i manager a scambiarsi le mansioni“. “Una persona che lavorava all’ufficio contabilità, per esempio, poteva cambiare il proprio posto con una addetta alle vendite.
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Tre storie vere

Una delle maggiori aziende elettroniche ha realizzato due programmi interni: (1) un programma di controllo casuale dei dipendenti per individuare i drogati; e contemporaneamente (2) un programma di “Valorizzazione della dignità personale”. Un’azienda ha acquistato computer portatili per i dipendenti che lavorano viaggiando. Temendo che i portatili potessero essere rubati, i dirigenti hanno pensato una…
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Per la rivoluzione digitale non basta l’alfabetizzazione informatica

La rivoluzione digitale travolge non solo le imprese, ma la vita stessa delle persone, ovvero la loro vita privata e sociale, e riconfigura lo spazio materiale nella dimensione virtuale. Per Luciano Floridi si tratta di un passaggio cognitivo paragonabile a quanto avvenne prima con la rivoluzione copernicana (quando la terra non fu più al centro…
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Lavoro e macchine nell’epoca digitale

È difficile rassegnarsi alla scomparsa del lavoro così come impostato nel secolo scorso: stabile, remunerato in modo adeguato, tutelato. È difficile anche perché non è chiara la nuova impostazione: sappiamo che il vecchio non funziona più ma anche che il nuovo non funziona ancora. Il lavoro cambia anche sotto i colpi della rivoluzione digitale, un…
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I costi insostenibili del controllo

In molte organizzazioni si dà per scontato che i collaboratori non possano essere lasciati liberi di decidere cosa fare. È quindi normale pensare che vadano controllati. A tal scopo si usano vari metodi: stretta supervisione gerarchica, procedure formalizzate, mansionari che definiscono dettagliatamente le attività da svolgere. E poi verifiche, controlli, ispezioni.
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Contro l’invasione burocratica

Fino al 1800 era normale per le persone lavorare a casa. Al massimo si spostavano per periodi limitati, per lavori stagionali (specie in agricoltura) o temporanei (es. la costruzione di un edificio). A volte erano spostamenti spontanei, come nel caso degli artigiani o dei mercanti. Altre volte forzati: era il caso degli schiavi o dei…
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Racconti di Natale

Come al solito, in una paginetta di diario, i ragazzi mi raccontano come hanno passato il giorno di Natale: tutti hanno giuocato a carte, a scopa, sette-e-mezzo e ti vitti (ti ho visto: un giuoco che non consente la minima distrazione), sono andati alla messa di mezzanotte; hanno mangiato il cappone e sono andati al…
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Lavori senza senso (Bullshit Jobs, di David Graeber)

“Ampi strati della popolazione passano l’intera vita lavorativa a svolgere compiti che in cuor loro ritengono non andrebbero affatto svolti. È come se qualcuno ci costringesse a svolgere compiti privi di scopo soltanto per tenerci tutti occupati. Il danno morale e spirituale che deriva da questa situazione è grave. È una cicatrice che segna la…
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L’autostima e i cheyenne a cavallo

Vanno di gran moda quei corsi di formazione in cui fichissimi docenti spiegano, illustrano, imitano, esaltano (con canti, balli, abbracci e perfino preghiere) le meraviglie dell’autostima. Se ne esce confortati e ricaricati. Chi vi partecipa impara quanto sia importante vivere consapevolmente il proprio lavoro, ma anche accettare se stessi. Essere responsabile ma anche autoaffermarsi.
