Nei giorni scorsi, durante i lavori di scavo per la linea viola del tram a Bologna, è stato rinvenuto un baule con documenti provenienti dalla “Nobil Confraternita dei Cooperatori Bolognesi, Uniti nel Nome del Tornaconto Comune et della Mutua Assistenza” e riferiti alle cooperative operanti a Bologna in epoca medievale. Uno di questi documenti si riferisce alla governanza cooperativa, ed è di straordinario interesse: lo riportiamo integralmente.
LA GOVERNANZA: LE VARIABILI DI CUI TENER CONTO ET CHE NON SI POSSANO IGNORARE SENZA GRAN SCORNO ET VITUPERO
- La specie, la razza et la stirpe della cooperativa, ché non tutte son fatte della medesima pasta
- Chi siano costoro che si chiamano sodali, et se siano degni di tal nome o se vi sian capitati per accidente et disguido
- Per qual tortuosa et impervia via, tra fatiche, scartoffie et suppliche, si possa divenire sodali, senza perire nel tentativo
- Come si adunino costoro in assemblea, come si dibatta et si vociféri, et come alla fine si deliberi qualcosa di sensato, il che non è sempre garantito
- Dell’informare et del comunicare tra i sodali, acciocché nessuno possa dire “io non lo sapevo” quando invece lo sapeva benissimo
- Come sia composto et come si agiti il Consiglio dei Reggitori, chi vi sieda, perché vi sieda et se meriti di starci
- Delle qualità, delle virtù, delle doti et delle mancanze dei Reggitori, ché di tutto v’è abbondanza
- L’ordinamento del sommo vertice, ovvero chi comandi, chi obbedisca et chi faccia finta di fare entrambe le cose
- Li strumenti di programmazione et di controllo, acciocché i piani non restino mere fantasie et i conti tornino, o almeno ci si avvicinino
- Li rendiconti et le certificazioni, ossia la gran mole di carte et pergamene che attestino che tutto è in ordine, anche quando non lo è del tutto
- Le società partecipate et come le si indirizzi et controlli, senza che facciano quel che vogliono come se fossero libere di farlo
- Il rapporto con le confraternite di rappresentanza, ovvero l’arte di tenerle buone, di ascoltarle alquanto et di fare poi come si era già deciso

