Categoria: Cooperative

  • Fusioni fra cooperative: appartenenze passate e future

    Fusioni fra cooperative: appartenenze passate e future

    La cooperativa “Scendici Sorridenti” è nata una decina di anni fa dalla fusione di due cooperative. Ancora oggi buona parte dei soci ammette che le diverse appartenenze costituiscono un motivo di tensione. Continui sono i riferimenti ai sistemi in uso presso le cooperative di provenienza, con richiami nostalgici a situazioni descritte in molti casi come “idilliache”.

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  • Il cooperatore “al servizio degli altri”

    Il cooperatore “al servizio degli altri”

    Nella cooperativa “Scendici Sorridenti” i soci ed i dipendenti possono essere divisi in due grandi categorie: quelli che lavorano a contatto con gli utenti e tutti gli altri, quelli cioè che stanno negli uffici o nei reparti di produzione.

    Il rapporto col pubblico connota l’identità lavorativa: i lavoratori più orgogliosi del proprio lavoro sono quelli che operano a diretto contatto con l’utenza.

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  • La funzione sociale in cooperativa

    La funzione sociale in cooperativa

    Per le cooperative i tempi son cambiati, e parecchio. In molte cooperative la partecipazione, il coinvolgimento, l’identificazione dei soci non sono per niente scontati né automatici. Non è scontato cioè che il socio abbia voglia di partecipare alle assemblee, di essere informato sull’andamento della cooperativa, di aumentare la quota sociale, di aderire alle iniziative solidaristiche.

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  • Le cooperative non fumano

    Le cooperative non fumano

    “Chi fuma avvelena anche te, digli di smettere” fu un fortunato slogan che metteva in luce due elementi: 1) il comportamento di un fumatore ha conseguenze sui non fumatori, ovvero sull’ambiente in cui il fumatore agisce. 2) Chi fa parte dell’ambiente di un fumatore non può accettare passivamente il suo comportamento.

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  • Partecipazione: questa (poco) conosciuta

    Partecipazione: questa (poco) conosciuta

    Sono tempi, questi – dopo anni di silenzio se non di aperta ostilità sia da parte sindacale che da parte datoriale – in cui va di moda parlare di partecipazione dei lavoratori. Molti ne parlano, appunto, ma ben pochi possono dire di conoscerla e ancora meno sono quelli che possono dire di averla praticata e applicata.

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  • Il Polo Nord Cooperativo

    Il Polo Nord Cooperativo

    La dignità dei lavoratori, la correttezza dei prodotti e dei servizi, la responsabilità sociale, sono solo alcuni fra i principali valori che devono guidare l’azione di una cooperativa, che sia di lavoratori, di utenti o di piccoli imprenditori. Tali principi sono come il Polo Nord: immutabili, stabili, sempre al loro posto.

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  • I cooperatori del latte

    I cooperatori del latte

    Il libro “Latte soldi e politica” è un lunga e interessante intervista a Luciano Sita sulla sua esperienza come presidente del Gruppo Granarolo. “Vent’anni di battaglie tra gli scandali della prima Repubblica e i crac di Cragnotti e Parmalat” recita il sottotitolo, puntando l’attenzione su alcune vicende importantissime della gestione di Sita, ma certo non le sole.

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  • Il manager cooperativo

    Il manager cooperativo

    Rispetto alle imprese di capitale, le imprese cooperative hanno logiche di sviluppo profondamente diverse: ad esempio si pongono sempre obiettivi di lungo periodo e con forte valenza sociale, all’interno di un sistema di imprese che condividono storia, valori, identità. A livello di gestione manageriale questo significa che per la cooperativa non conta tanto la singola eccellenza o il successo isolato, quanto la costanza della performance prodotta, e che tale performance sia realizzata dalle persone in modo a loro normalmente raggiungibile.

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  • Il rischio delle cooperative sociali

    Il rischio delle cooperative sociali

    Oggi, se un’azienda vuole trattenere i collaboratori più validi, deve offrire non solo una retribuzione e condizioni di lavoro accettabili, ma anche un significato alla vita di queste persone. L’azienda deve lavorare per cause che inducano coinvolgimento emotivo e ideale. Gli scopi maggiormente coinvolgenti sono quelli che travalicano l’egoismo personale.

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  • Cooperatori della vecchia scuola

    Cooperatori della vecchia scuola

    Esistono almeno tre fattori che caratterizzano un dirigente cooperativo della “vecchia scuola”:

    1. Il dirigente cooperativo della “vecchia scuolatrae la propria legittimazione più dall’esterno della cooperativa che dal suo interno. Se è arrivato dove è arrivato ciò si deve essenzialmente alle sue relazioni con associazioni, partiti, consorterie, parrocchie, camarille più o meno framassoniche o parentali.
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