Dirigenti cooperativi e democrazia

Se una cooperativa fallisce è sempre colpa dei dirigenti? Le cooperative falliscono perchè hanno presidenti e manager incompetenti? Una cooperativa che fallisce ha presidenti, manager, consiglieri di amministrazione che non hanno saputo interpretare i mutamenti del mercato, innovare prodotti e servizi, migliorare continuamente efficienza e produttività, selezionare e incentivare i collaboratori migliori. Se fosse vero che la colpa è sempre del vertice aziendale, occorre anche ricordare che in un’impresa cooperativa presidenti e consiglieri sono “scelti” dall’assemblea dei soci. E per quale motivo un’assemblea di soci non riesce a selezionare un buon gruppo dirigente? Per quale motivo capita che vengano confermati in carica più e più volte amministratori che conducono le imprese al fallimento? Una ragione evidente è che spesso non esistono alternative migliori. È anche vero che molti dirigenti fanno il vuoto attorno a sé rendendosi di fatto insostituibili. Come è possibile tutto questo? Esiste uno scarto enorme fra la volontà – debole e frammentata – di un’assemblea di soci e la determinazione di chi aspira a posizioni di comando. In tal modo si spiega perchè, attraverso un’attenta gestione delle informazioni, la mobilitazione di seguaci fedeli, il controllo degli strumenti di governance, dirigenti ed amministratori resistano in carica molto oltre il loro naturale ciclo di vita, anche di fronte a risultati palesemente negativi. In ogni democrazia – e le cooperative sono strutture democratiche – una piccola minoranza determinata e ben organizzata riesce sempre a prevalere su una maggioranza divisa e passiva.

Un pensiero su “Dirigenti cooperativi e democrazia”

  1. L’insostituibilità e la “certezza” che non esistano alternative migliori, sono il frutto di una società abbarbicata su se stessa e sulla presunta vittoria dell’egocentrismo su qualunque altra forma. Tale egocentrismo si è sviluppato in maniera esponenziale, frutto di una mentalità autoincensante, paracula, avvezza al clientelismo nelle sue peggiori forme e totalmente priva di una qualche forma di meritocrazia. Siamo figli del si fa così perchè te lo dico io, non perchè (…e giù una sequela di spiegazioni plausibili e convincenti). Anche le cooperative sono figlie di questo mondo e l’affidarsi / l’affidare un patrimonio comune con questo schema base ha anche rischi maggiori.
    Sono comunque convinto che sia solo malcostume; se si tornasse a far pagare realmente ai malfattori (e la si smettesse di fare casi ed eroi mediatici che giustificano l’impunità e rendono virtù le peggio bassezze e schifezze di umanità) e di fronte alle cose sbagliate ci fosse reale condanna ed emarginazione delle persone, la maggior parte delle persone cambierebbero atteggiamento.

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