Il rischio delle cooperative sociali

Oggi, se un’azienda vuole trattenere i collaboratori più validi, deve offrire non solo una retribuzione e condizioni di lavoro accettabili, ma anche un significato alla vita di queste persone. L’azienda deve lavorare per cause che inducano coinvolgimento emotivo e ideale. Gli scopi maggiormente coinvolgenti sono quelli che travalicano l’egoismo personale.

Da questo punto di vista le cooperative sociali, per la natura stessa della loro attività, possiedono un’intrinseca potenzialità attrattiva per le persone che cercano una realizzazione ideale dal proprio lavoro. Eppure molte cooperative non sembrano far caso a questo aspetto, quasi non fosse rilevante, o addirittura scontato. Dovrebbe invece essere evidente a Prosegui…

Dalla terra firma alla terra incognita

Ogni organizzazione deve avere una visione su dove vuole andare. Oggi la visione non si crea ripercorrendo le vecchie scelte strategiche. Sarebbe come voler andare in luoghi diversi utilizzano carte geografiche che non riportano tali territori. Occorre andare dalla terra firma alla terra incognita, e non esistono mappe della terra incognita.

Terre nuove richiedono organizzazioni nuove. È estremamente raro il caso in cui un’organizzazione sia riuscita a cambiare senza aver cambiato il top management. Intendiamoci: non basta cambiare il management per cambiare l’organizzazione. Occorre trovare il manager adatto allo specifico cambiamento che si vuole introdurre.

I manager bravi, che Prosegui…

Il Marketing secondo Philip Kotler

Il mio approccio è influenzato dallo Zen. Lo Zen pone l’accento sull’apprendimento tramite la meditazione e illuminazioni dirette e intuitive”.

“Oggi il problema fondamentale che deve affrontare il business non è la carenza di beni, ma la carenza di clienti. La maggior parte delle industrie nel mondo è in grado di produrre una quantità di beni ben maggiore di quanto i consumatori siano in grado di acquistare. Il marketing è la soluzione per competere su basi indipendenti dal prezzo. A causa della sovracapacità il marketing è diventato più importante di quanto lo sia mai stato. È il reparto produzione cliente dell’impresa”. Prosegui…

Check list strategica

  1. Ti stai differenziando dai concorrenti? A meno che tu non sia già un’impresa leader, lo devi fare.
  2. Stai puntando su quello che le discontinuità di mercato o tecnologiche stanno offrendo?
  3. Con chi ti stai alleando per innovare? Puoi scegliere fra i tuoi fornitori, i tuoi clienti, perfino tra i tuoi concorrenti.
  4. Stai lavorando per ridurre tempi e costi di produzione, erogazione, amministrazione e controllo?
  5. Stai focalizzando i tuoi sforzi su quello che realmente ti distingue?

Se non stai facendo tutto questo, allora corri seri rischi di rimanere tagliato fuori dal mercato nel giro di pochi mesi. Se non stai facendo tutto questo, allora Prosegui…

Non ho tempo per la formazione

Quante volte mi sento dire che “la formazione è importante, fondamentale, strategica …. ma non abbiamo tempo”. Molte persone dedicano tutto il loro tempo alle attività quotidiane, sempre pressanti, urgenti; a volte importanti, a volte no. Collocano la formazione fra le attività importanti, ma non urgenti (per approfondire questo tema rimando alla matrice di Eisenhover). E alla fine non fanno formazione, non riflettono sul proprio modo di lavorare, su quanto sta avvenendo nel mondo e sulla direzione dei loro sforzi.

Mi ricorda la storiella di quel contadino che lavorava come un matto tutto il giorno e tutti i giorni, innaffiando il suo Prosegui…

Il mestiere di capo (Il generale Kutùzov)

A coloro che sono abituati a pensare che i piani di guerra e di battaglia sono fatti dai condottieri nello stesso modo che ciascuno di noi, seduto nel suo studio davanti a una carta, fa delle riflessioni su come disporrebbe le truppe nella tale o tal’altra battaglia, si presentano le domande: perchè Kutùzov (generale russo), durante la ritirata (dopo la battaglia di Borodinò) non fece questo e quest’altro? Perchè non occupo una posizione favorevole prima della località di Fili? Perchè non si ritirò subito sulla via di Kaluga, lasciando Mosca? ecc. Le persone abituate a ragionare così dimenticano o non conoscono quelle inevitabili condizioni nella Prosegui…

Cooperatori della vecchia scuola

Esistono almeno tre fattori che caratterizzano un dirigente cooperativo della “vecchia scuola”:

  1. Il dirigente cooperativo della “vecchia scuolatrae la propria legittimazione più dall’esterno della cooperativa che dal suo interno. Se è arrivato dove è arrivato ciò si deve essenzialmente alle sue relazioni con associazioni, partiti, consorterie, parrocchie, camarille più o meno framassoniche o parentali. Questo lo rende unico ed insostituibile, perché tali relazioni sono, per definizione, uniche e non trasmissibili.
  2. Il dirigente cooperativo della “vecchia scuola” si presenta come il solo in grado di guidare, salvare, condurre, trainare la cooperativa fuori dalle difficoltà in cui si trova, perché
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Investire sulla fiducia

La fiducia è una cosa seria” era lo slogan che per anni ha accompagnato la promozione di una nota azienda casearia. A volte sembra che ciò che è importante per un formaggino non lo sia altrettanto all’interno di certe aziende, che non fanno nulla per alimentare il livello di fiducia al proprio interno.

Se si guarda la fitta rete degli scambi sociali che ogni giorno, ogni istante, caratterizza il lavoro delle persone in una qualsiasi azienda, è inevitabile notare come la qualità di questi scambi dipenda in modo fondamentale dal grado di fiducia che intercorre tra le persone. Se mi fido Prosegui…

È il potere ciò che blocca il cambiamento

La forza di un’azienda coincide con la qualità dell’organizzazione e delle persone che la costituiscono. La qualità dell’organizzazione è data dalla sua cultura, dal livello di professionalità della squadra, dalla flessibilità organizzativa. Si tratta di una qualità che non è eterna, ma richiede continui adeguamenti. Ogni intervento organizzativo, anche se parziale, per essere efficace richiede un approccio integrato e coerente con il sistema complessivo, che passa attraverso mutamenti di abitudini consolidate.

Si tratta di un vero e proprio riorientamento culturale, con le inevitabili implicazioni di sforzo, di tempo e, soprattutto, di ridefinizione dei rapporti di potere all’interno dell’organizzazione. E sono Prosegui…

Affinare le coscienze

A differenza dell’animale, nessun istinto dice all’uomo quale sia il suo bisogno. E nessuna tradizione oggi, a differenza che nel passato, gli dice quale sia il suo dovere. Così spesso egli non sa cosa vuole. In occidente il conformismo lo spinge ad avere quello che anche gli altri hanno. In oriente il totalitarismo lo spinge a fare quello che gli altri vogliono.

Ma la scomparsa delle tradizioni riguarda soltanto i valori, non il senso. Mentre i valori sono universali, il senso è qualcosa di unico e specifico. Esso varia non solo da persona a persona, ma anche da situazione a situazione. E Prosegui…