Capi non attenti ai dettagli

In molte organizzazioni il subordinato sa che deve sempre comunicare in modo chiaro la propria posizione d’inferiorità, e dimostrare in modo evidente di essere leale verso gli obblighi derivanti dalla sua condizione. Tale sistema d’autorità ha, fra l’altro, come conseguenza quello di portare a trascurare i dettagli. E’ infatti questo il presupposto necessario ai capi per garantire loro la possibilità di denunciare l’errore.

Se io dico a qualcuno cosa deve fare per filo e per segno, ne deriva e se ne deduce che costui riuscirà a raggiungere l’obiettivo. Sicché, se non ci riesce, vuol dire che io ho investito parte di me nel suo Prosegui…

Non si può vivere senza una gomma

Nel 1996, oltre 20 fa dunque, ebbe un grande successo il libro di Tom Peters “Tempi pazzi, aziende pazze”, in cui l’autore raccontava, con stile enfatico e brillante, gli elementi che caratterizzavano le aziende più innovative degli anni ‘90. Ne riportiamo alcuni fra i più significativi:

Oltre la dicotomia prodotto/servizio

    1. azienda come pacchetto di servizi
    2. il servizio è la confezione che “avvolge” il prodotto
    3. vendita di intelligenza (e non vendita di cose)
    4. metti sempre la ciliegina sulla torta (aggiungi sempre qualcosa di inaspettato alla tua offerta)

I nuovi modelli organizzativi

    1. il modello è l’impresa di servizi professionali
    2. disarticolazione (e non rigida strutturazione)
    3. azienda
Prosegui…

Complicato ma non semplice

Come recitava il titolo di un vecchio libro di Sempè, il cambiamento organizzativo è qualcosa di “complicato, ma non semplice”. Cambiare l’organizzazione è complicato perché gli aspetti coinvolti e da modificare sono molteplici, hard e soft, formali e informali, umani e tecnologici. Questa complessità fa spesso perdere l’orientamento durante il percorso di cambiamento. E fa cadere in errori tipici.

Dobbiamo ad esempio mettere in conto che i piani razionali di cambiamento possono condurre ad esiti inattesi. Questo fenomeno è più probabile quando l’ambiente cambia più velocemente rispetto al ritmo al quale l’organizzazione si adatta. Oppure quando manca una visione sistemica dei Prosegui…

L’insegnamento dei crociati

“Lo storico ed etnografo armeno Aitone da Corico individuava quattro prerequisiti necessari a una crociata vittoriosa per riconquistare la Terra santa: una causa adeguata, risorse sufficienti, conoscenza delle forze nemiche e una giusta tempistica”. A livello più operativo la buona riuscita di una crociata richiedeva “almeno sette fattori associati ma distinti: un casus belli convincente, pubblicità e propaganda, reclutamento, questioni finanziarie, trasporti, un piano per la campagna (nella misura in cui poteva essere prevista), e una strategia geopolitica più ampia”.

Mi sento di dire che anche oggi una buona strategia aziendale richiede i medesimi ingredienti. Prendiamo ad esempio il tema della pubblicità, o Prosegui…

Correre in un ecosistema in trasformazione

I “salti tecnologici” cui stiamo assistendo in questi anni vengono ricondotti generalmente alla cosiddetta “rivoluzione digitale”. Esistono tuttavia altre trasformazioni che stanno producendo un impatto dirompente sui sistemi economici, politici e sociali. Si pensi ad esempio ai nuovi materiali ottenuti dall’uso delle nanotecnologie, o ai farmaci biotech, o ancora ai cambiamenti indotti dalla diffusione dell’economia circolare e dei sistemi di sostenibilità ambientale.

Siamo quindi in presenza di un ecosistema in profondo mutamento, e che presenta la caratteristica di avere costi di accesso alle conoscenze estremamente ridotti rispetto al passato. Tutto questo favorisce la nascita di nuove forme di organizzazione Prosegui…

Business Networking

Da tempo le associazioni imprenditoriali vivono una duplice crisi: di rappresentanza e di servizio. Sul versante della rappresentanza, le associazioni vedono il loro ruolo eroso sia da politiche nazionali volte a scavalcare i corpi intermedi, sia da evoluzioni economiche e sociali che hanno messo in crisi i loro tradizionali pilastri identitari.

Le sigle storiche in Italia si differenziano a seconda del settore merceologico (servizi, commercio, manifattura, agricoltura), della dimensione d’impresa (grande, media o piccola), dell’orientamento ideologico (cattolico, social-comunista, laico-repubblicano), della forma giuridica (impresa di capitali, cooperativa). Oggi quando un’impresa sceglie a quale sigla associarsi sempre meno ragiona in termini di settore o Prosegui…

Seppelliamo gli archivi

“Bill Gates ha acquistato l’archivio Bettmann – la più prestigiosa collezione di fotografie storiche negli Stati Uniti – per poterlo seppellire. Nel 2001 ha infatti affittato diciannove camion per trasferirlo dalle afose estati di New York a una fresca grotta calcarea a 70 metri di profondità nel cuore della Pennsylvania. Qui, apparecchi grandi come armadi regolano il tasso di umidità, e uomini della sicurezza perlustrano strade ben illuminate scavate nella roccia. Il deposito, gestito dall’azienda specializzata Iron Mountain, è moderno in ogni suo aspetto; ma se vi spingete abbastanza in profondità vi ritroverete in un vicolo cieco dove un buco nel muro rivela un lago Prosegui…

Prigionieri del titolo di studio

“L’uomo è per sua natura inquieto. Quando viene lasciato per troppo tempo nello stesso posto si annoia e diventa inevitabilmente improduttivo e demotivato. La cura, ne ero assolutamente convinto, consisteva nell’incoraggiare i manager a scambiarsi le mansioni“.

“Una persona che lavorava all’ufficio contabilità, per esempio, poteva cambiare il proprio posto con una addetta alle vendite. Pianificammo così gli avvicendamenti con circa un anno di anticipo, per dare a ciascuno il tempo d’imparare il mestiere dell’altro e rendere agevole il passaggio delle consegne. Ma, come per gli altri programmi realizzati alla Semco, volevamo che fossero i dipendenti a prendere l’iniziativa. Non dovevamo Prosegui…

Tre storie vere

  • Una delle maggiori aziende elettroniche ha realizzato due programmi interni: (1) un programma di controllo casuale dei dipendenti per individuare i drogati; e contemporaneamente (2) un programma di “Valorizzazione della dignità personale”.
  • Un’azienda ha acquistato computer portatili per i dipendenti che lavorano viaggiando. Temendo che i portatili potessero essere rubati, i dirigenti hanno pensato una furbata: li hanno fatti inchiodare alle scrivanie.
  • Un’azienda aveva deciso che, invece di aumenti, a fine d’anno avrebbe assegnato gratifiche se fossero stati realizzati almeno cinque obiettivi sui sette da essa indicati. A fine anno gli impiegati vennero informati che soltanto quattro obiettivi erano stati raggiunti, perciò niente gratifiche. Uno
Prosegui…

Per la rivoluzione digitale non basta l’alfabetizzazione informatica

La rivoluzione digitale travolge non solo le imprese, ma la vita stessa delle persone, ovvero la loro vita privata e sociale, e riconfigura lo spazio materiale nella dimensione virtuale. Per Luciano Floridi si tratta di un passaggio cognitivo paragonabile a quanto avvenne prima con la rivoluzione copernicana (quando la terra non fu più al centro dell’universo), poi con quella darwiniana (quando l’uomo non fu più al centro della terra) e infine freudiana (quando l’inconscio spazzò via il paradigma dell’uomo razionale).

In questo ambiente cognitivo – definito infosfera – le conoscenze non sono solamente memorizzate o comunicate attraverso la mediazione digitale, ma quest’ultima agisce e interagisce Prosegui…