Meglio i professionisti o i volontari?


Prima scena

Leonida: Daxos, che piacevole sorpresa.

Daxos: È un mattino pieno di sorprese, Leonida… sapevamo che Sparta era sul piede di guerra, bramavamo di unirci a voi.

Leonida: Se è sangue che cercate, siete i benvenuti tra noi.

Daxos: Tu vuoi affrontare Serse solo con questo pugno di soldati? Credevo che Sparta avrebbe almeno eguagliato il nostro numero.

Leonida: Non è così? Tu, dimmi, qual è il tuo mestiere?

Arcade: Sono un vasaio, Signore.

Leonida: E Tu, arcade, qual è il tuo mestiere?

Arcade: Scultore, Signore.

Leonida: Scultore, tsk. E tu?

Arcade: Fabbro, Signore.

Leonida: Spartani! Qual è il vostro mestiere?

Spartani: AHU ! AHU ! AHU! [clangore di scudi e lance]

Leonida: Visto caro amico? Ho portato molti più soldati di te.

(Dal film “300” diretto da Zack Snyder, 2007)

 

Seconda scena

Lunedì 28 agosto 1944 il generale De Gaulle convocò nel suo ufficio a Parigi – da poco liberata dall’occupazione tedesca – i capi militari della Resistenza. Fece allineare gli ufficiali della Resistenza in un’anticamera e disse: “C’è un mucchio di colonnelli, qui”, dopodichè strinse la mano a ciascuno di loro. Nel frattempo chiedeva: “Che lavoro fa?”. Alla risposta “meccanico”, de Gaulle disse semplicemente: “Bè, allora deve tornare in fabbrica”; alla risposta “insegnante”, “allora deve tornare a scuola”. Un aiutante di Pierre Villon, capo del comitato militare del Consiglio Nazionale della Resistenza commentò alla fine: “Sapevo dell’ingratitudine umana, ma non ho mai pensato che potesse raggiungere livelli del genere”.

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Baciami stupido!


Gli esperti di comunicazione hanno inventato la regola Kiss (Keep it short and simple). Con tale formula raccomandano, nella redazione di testi, di attenersi a criteri di brevità e semplicità.

In maniera analoga, gli esperti di project management usano anch’essi la formula Kiss, ma nel senso di “Keep It Simple, Stupid”. In questo caso la raccomandazione è quella di facilitare la vita agli altri.

L’acrostico Kiss è un modo simpatico per memorizzare regolette utili ad affrontare problemi ricorrenti. Tuttavia non bisogna abusare di tali formule perché, come diceva Oscar Wilde, “un bacio può rovinare una vita”.

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Il marketing dello studio legale


In un vecchio studio del 1989 relativo alla situazione francese, Lucien Karpik racconta che 6 clienti su 10 trovano il loro primo contatto con un avvocato attraverso relazioni o conoscenze personali, 1 su 10 attraverso intermediari (impiegati del tribunale, amministratori condominiali, etc). Per 3 su 10 infine la scelta è casuale. Una volta instaurato il rapporto, i cambiamenti di avvocato sono molto rari. I privati “rompono” in base a un risultato negativo del processo, mentre  per le aziende o gli enti il cambio di avvocato è legato all’avvento di nuovi dirigenti, che portano con sé il proprio sistema di relazioni. In tale situazione fare marketing è estremamente complicato, e diffuso è un sentimento di impotenza racchiuso nel detto: “Non è l’avvocato che sceglie la clientela, ma viceversa”.

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Il segreto della leggerezza


Di fronte alla totale bocciatura delle sue proposte di nuove apparecchiature radio – ne aveva presentate  ben otto, tutte respinte – Paolo prese la parola di fronte ai consiglieri e disse: “Devo a questo punto citare Niccolò Machiavelli che nel Principe scrisse: “Non c’è niente di più difficile da prendere in mano, di più pericoloso da guidare, che avviare un nuovo ordine di cose, perché l’innovazione ha nemici in tutti quelli che hanno operato bene nelle vecchie condizioni e tiepidi sostenitori in quelli che possono far bene nelle nuove“.  E con questo con voi ho chiuso”.

Uscì dalla stanza curvo, senza salutare nessuno, pensando che la sua avventura alla Stern Corporation era finita, che non sapeva dove andare a cercare un nuovo lavoro, che tutti lo stavano osservando come fosse un disadattato. Urtò un tavolo, aprì a fatica la porta, vide lo sguardo interrogativo della segretaria nell’anticamera. E si sentì più leggero.

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Le misure governative e la stampa


Fu chiesto al Maestro quale misura consigliasse al principe Ling de Wei per restaurare la pace e i buoni costumi nel suo regno, tormentato dall’anarchia: “Correggere le denominazioni rispose. Ed aggiunse: “Quando le denominazioni non sono corrette, ogni discorso è incoerente; se ogni discorso è incoerente gli affari sono compromessi; se gli affari sono compromessi, non si coltivano più né la musica né i riti, le pene e i castighi non fanno più effetto, il popolo non sa più dove posare i piedi o tendere le mani. Per questo il saggio, quando adopera una denominazione fa in modo che il discorso vi si possa conformare, e dal discorso fa risultare azioni esattamente corrispondenti. Se il saggio nei suoi discorsi non si rende colpevole di alcuna leggerezza, il gioco è fatto.”
Roger Callois – Babele

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Colpo su colpo


Come si fa a creare una organizzazione in cui le persone collaborino “spontaneamente”? Puntare sulla sola fiducia non basta. Le persone sono maggiormente disposte a collaborare se sanno di avere davanti a sé un rapporto di lunga durata. Quando sai che avrai a lungo rapporti regolari con altre persone, ti rendi conto immediatamente dei vantaggi che derivano dalla collaborazione, e che un comportamento opportunistico ti esporrebbe a ritorsioni e punizioni. La chiave dalla collaborazione sta nell’”ombra del futuro”  come dice Axelrod, ovvero nella prospettiva di un’interazione continuata nel tempo. Naturalmente la collaborazione non nasce solo perché le persone sono disponibili, ma occorre anche che queste stesse persone siano disposte a punire i comportamenti non collaborativi. Insomma, in una vera organizzazione collaborativa bisogna essere  “disponibili, comprensivi, e pronti alla rappresaglia”.

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Un buon posto dove mangiare


Alla Scomanini Catering Srl il controllo qualità è posto alla fine del processo di produzione. Alla Catercoop si controlla la qualità durante tutto il processo di lavorazione ed erogazione. Alla Scomanini si dà per scontata una percentuale di errori, e si ragiona in termini di scarto medio. Alla Catercoop l’obiettivo è quello di eliminare tutti gli errori: lo slogan è “fare bene le cose al primo colpo”. Alla Scomanini, di fronte all’errore già compiuto, si cerca il colpevole. Alla Catercoop si sa che ogni errore va analizzato in modo sistematico. Naturalmente alla Scomanini chi sbaglia paga, e tutti tendono a nascondere gli errori commessi, anche dai colleghi. Alla Catercoop si vuole imparare dagli errori: chi li segnala viene premiato, nessuno viene punito.

Alla Catercoop il controllo di qualità non è una funzione tecnica delegata agli specialisti, ma è responsabilità di ciascuno. L’addestramento al controllo di qualità non è rivolto esclusivamente ai tecnici: l’attenzione alla qualità è un atteggiamento mentale diffuso, a tutti i livelli.

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Il profilo degli indebitati


C’era una volta una banca che segmentava i propri clienti privati in una serie di profili comportamentali. Mi dicono dall’ufficio marketing che alcuni profili stanno scomparendo e non vengono nemmeno più presi in considerazione. Fra questi i Risparmiatori arcaici, che sarebbero “i risparmiatori vecchio stile, non propensi all’utilizzo della monetica (carte bancomat, carta di credito ed altre carte elettroniche) e della banca telefonica. Acquistano in genere il conto corrente e lo utilizzano per modeste operazioni di cassa. Se dispongono di un dossier titoli investono in genere in titoli Stato”. Altro segmento praticamente scomparso è quello dei Risparmiatori inattivi: “sono in genere titolari di conti correnti o di depositi a risparmio da tempo non movimentati. Sono  clienti che hanno o dimenticato il rapporto in essere o sono in fase di ristagno in attesa della prossima estinzione”. Inutile dire che aumentano gli Indebitati: “clienti costantemente a debito, in genere rappresentano situazioni problematiche, in quanto non riescono a gestire elasticamente il rapporto”.

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Di chi puoi fidarti?


Quando hai paura di incappare in una mela marcia…

… non prenderla dal cesto, ma coglila dall’albero!

(Sean Connery e Andy Garcia: The Untouchables, di Brian De Palma, 1987)

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Il “segreto” per produrre idee concrete


Alla Broscantelli  SpA due volte l’anno i dipendenti si riuniscono per un’intera giornata in piccoli gruppi per analizzare un problema a loro scelta. Chi vuole discutere di un certo argomento (un prodotto, una procedura, una iniziativa promozionale, un servizio, una politica aziendale) lancia una proposta e quando trova almeno una dozzina di adesioni costituisce un gruppo di analisi. Il gruppo inizia a lavorare ponendosi questa domanda: se avessimo fatto una scelta diversa da quella che abbiamo fatto, come sarebbero andate le cose? E se la risposta lascia intravedere nuove possibilità di azione, il gruppo continua a lavorare chiedendosi allora cosa conviene fare in modo diverso da come si è fatto fino a quel momento. L’esito di queste giornate è che ogni tre o quattro anni l’azienda modifica in modo radicale i propri prodotti, le procedure, le iniziative promozionali, i servizi, le politiche.

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