Partecipazione: questa (poco) conosciuta

Sono tempi, questi – dopo anni di silenzio se non di aperta ostilità sia da parte sindacale che da parte datoriale – in cui va di moda parlare di partecipazione dei lavoratori. Molti ne parlano, appunto, ma ben pochi possono dire di conoscerla e ancora meno sono quelli che possono dire di averla praticata e applicata.

La prima cosa da dire sulla partecipazione al lavoro è anche la più scomoda, e cioè che a molti lavoratori non piace partecipare, non sono interessati, non credono sia giusto, non vogliono essere coinvolti. È una scelta che può certo essere riconsiderata, ma per farlo occorre sfatare Prosegui…

Il caso della Miniera di gesso

Tratto da: A. Gouldner, Modelli di burocrazia aziendale, 1970 (rielaborato da G. Bonazzi, Dentro e fuori la fabbrica, Angeli ed. 1988)

Il caso si riferisce ad una ricerca condotta all’inizio degli anni ’50 in un piccolo stabilimento situato in una cittadina di circa 12 mila abitanti nella zona dei grandi laghi americani, e proprietà di una grossa compagnia con molti altri stabilimenti disseminati su tutto il territorio degli USA. Tale stabilimento era composto da una miniera di gesso, in cui lavoravano una settantina di minatori, e da una fabbrica di superficie, dove circa 150 operai erano addetti alla lavorazione del gesso estratto dalla Prosegui…

Cambiare la cultura aziendale

Si deve tentare di adattare la cultura aziendale alla strategia? Sebbene sia estremamente difficile si può – ed in alcuni casi si deve – cambiare la cultura. Si tratta di un processo lungo e complesso, che non va intrapreso alla leggera.

Ci sono tre prerequisiti per poter modificare la cultura. In primo luogo è necessario rendere chiaramente esplicita la strategia in tutti i suoi elementi. Secondariamente bisogna analizzare e capire la cultura corrente. Infine bisogna immaginare la nuova strategia all’interno del contesto culturale attuale per determinare dove possono sorgere i rischi.

Il modo migliore per modificare la cultura di un’azienda è quello di Prosegui…

La differenza fra cultura e clima aziendale

Molti pensano, quando si parla di cultura aziendale, che questa abbia a che fare col clima che si respira in azienda. Ma il clima non è la cultura. Il clima è la misura del grado di motivazione delle persone. Le analisi di clima questo evidenziano, e spesso danno indicazioni di breve periodo, che risolvono gli aspetti più lampanti dei problemi, ma non le cause profonde.

La cultura, invece, è un insieme di credenze e aspettative condivise dai membri dell’organizzazione. Esse producono delle norme che modellano fortemente il comportamento degli individui e dei gruppi nell’organizzazione. Così, mentre il clima misura se le aspettative sono state Prosegui…

Il Polo Nord Cooperativo

La dignità dei lavoratori, la correttezza dei prodotti e dei servizi, la responsabilità sociale, sono solo alcuni fra i principali valori che devono guidare l’azione di una cooperativa, che sia di lavoratori, di utenti o di piccoli imprenditori. Tali principi sono come il Polo Nord: immutabili, stabili, sempre al loro posto. Una delle strade per permeare l’attività della cooperativa di tali valori è quella di creare una cultura basata sulla completa fiducia a tutti i livelli dell’organizzazione. Quando non c’è fiducia non rimane che affidarsi al controllo. E il controllo costa, crea stress, e arriva sempre troppo tardi.

E quindi cosa deve fare Prosegui…

La crisi di un popolo

Secondo Jared Diamond i fattori alla base del fallimento di un popolo sono fondamentalmente tre:

  1. il popolo non riesce a prevedere il sopraggiungere di un problema: non avendo mai fatto esperienze simili, non ne immagina nemmeno la possibilità. Oppure ha dimenticato le esperienze passate. Oppure cade nella falsa analogia (come i francesi quando costruirono la Linea Maginot).
  2. Il popolo non si accorge che il problema esiste. Alcuni problemi sono impercettibili ai loro esordi (es. il cambiamento climatico). O sono molto distanti geograficamente e le informazioni non circolano.
  3. Il popolo si accorge del problema, ma non prova a risolverlo. Questo capita quando prevale
Prosegui…

Pianificare l’efficacia del cambiamento

Siamo ormai sommersi da sempre più sofisticati sistemi e strumenti di pianificazione. Chi li predispone tuttavia spesso dimentica che la logica dei piani di cambiamento è quella di mobilitare l’energia delle persone attorno a qualcosa che ancora non si conosce fino in fondo. È quindi necessario ricorrere all’immaginazione e affidarsi alle persone.

E questo spaventa i cultori dell’approccio razionale, i burocrati e i conservatori, che vogliono numeri, certezze, dati anche là dove non esistono. E che non accettano nessun tipo di approccio fiduciario: vogliono prospetti, diagrammi, previsioni, cifre e, soprattutto, garanzie sul futuro. Non capiscono una cosa semplicissima: che pur essendo necessario Prosegui…

I cooperatori del latte

Il libro “Latte soldi e politica” è un lunga e interessante intervista a Luciano Sita sulla sua esperienza come presidente del Gruppo Granarolo. “Vent’anni di battaglie tra gli scandali della prima Repubblica e i crac di Cragnotti e Parmalat” recita il sottotitolo, puntando l’attenzione su alcune vicende importantissime della gestione di Sita, ma certo non le sole.

Sita racconta come funzionavano (o non funzionavano) le cose nemmeno tanti anni fa: le cooperative bianche e rosse, gli equilibrismi fra comunisti, democristiani e socialisti nella distribuzione delle cariche non solo sociali ma anche manageriali.

È estremamente interessante poi leggere i retroscena Prosegui…

Per accelerare occorre andare piano

Qualcuno pensa che quando si hanno a disposizione persone con capacità semplici e limitate si debbano progettare processi organizzativi che siano semplici e limitati anch’essi. In realtà non esiste una reale differenza di capacità delle persone di fronte ai processi gestionali e produttivi: anche il personale altamente qualificato non è in grado di sostenere a lungo processi complessi e sofisticati. I processi complessi sono rigidi, pesanti e costosi. Richiedono infrastrutture di controllo e coordinamento burocratiche e lente.

I processi che creano alto valore aggiunto sono sempre semplici, ma richiedono mansioni complesse. Per tali processi servono individui preparati e flessibili, in grado di Prosegui…

4.0

L’economia 4.0 è fatta di più connessione, più velocità di risposta, più personalizzazione. I gruppi dirigenti delle nostre aziende sono in grado di gestire queste trasformazioni? La “vecchia guardia” sa capire le implicazioni tecnologiche e sociali del periodo che stiamo vivendo?

La trasformazione digitale è talmente spiazzante rispetto al passato che si rischia non solo di arrivare in ritardo rispetto ai concorrenti, ma nemmeno di capire a quale gara si stia partecipando. È fondamentale che le aziende abbiano gruppi dirigenti sensibili ai cambiamenti della realtà esterna, che non formulino ipotesi superficiali sul futuro, che non siano compiaciuti e soddisfatti dei risultati ottenuti.

Alle Prosegui…