Padri e figli di fronte alla successione famigliare

“Bisogna preparare la propria successione a freddo, quando si è caldi, per evitare che essa si realizzi a caldo, quando si è freddi”

La successione di impresa è sempre un problema per tutte le aziende famigliari. Tutti noi conosciamo tanti esempi di cattiva gestione della successione d’impresa di padre in figlio (o di suocero in genero, di nonno in nipote, e così via).

Numerose studi evidenziano un fenomeno peraltro ben noto a chiunque gestisca una impresa: 2 imprese su 3 chiudono nel periodo di passaggio tra una generazione e l’altra.

Quando si parla di successione di impresa si pensa solitamente ai soli aspetti fiscali Prosegui…

Rendiamoci conto

Ci son alcune cose di cui bisogna prendere atto:

  1. più le aziende ingrandiscono, meno possono essere controllate;
  2. i capi non possono avere tutto sotto controllo;
  3. tutto è correlato;
  4. occorre essere molto tolleranti nei confronti della sperimentazione;
  5. per avere cambiamenti sostanziali serve tempo;
  6. senza ridistribuzione del potere non è possibile cambiare.
Prosegui…

Costruire il futuro oggi

Ciò che consente ad un’azienda di sopravvivere è la sua capacità di cambiamento. Una volta si affidava il cambiamento al fattore generazionale: una generazione di imprenditori passava il testimone alla generazione successiva, ed era questa che si incaricava di attivare nuovi business. Questo significava cambiare ogni 20-30 anni circa. Oggi non è possibile aspettare così a lungo prima di cambiare. Non si può più lasciare le cose come stanno e aspettare che sia la prossima generazione ad occuparsene.

Sono gli imprenditori di oggi che devono immaginare il futuro e costruire i cambiamenti conseguenti. Devono saper capire come destreggiarsi fra la variabilità delle Prosegui…

Gli stratagemmi sul lavoro

I luoghi di lavoro sono un concentrato di astuzie, stratagemmi, finzioni di ogni tipo. Durante lo svolgimento della propria attività, il lavoratore può venirsi a trovare in situazioni strane, non previste. Sono questi i casi in cui egli fa ricorso ad una serie di “astuzie nascoste”.

Un primo tipo di astuzie è dato da quelle “pratiche non previste ma indispensabili” e quindi note a tutti e da tutti accettate, in quanto suppliscono a limiti tecnologici o procedurali. Sono da ricomprendere in questa classe anche le iniziative urgenti prese in mancanza del responsabile formale.

Un secondo tipo di astuzie sono quelle “tollerate Prosegui…

Il rischio delle cooperative sociali

Oggi, se un’azienda vuole trattenere i collaboratori più validi, deve offrire non solo una retribuzione e condizioni di lavoro accettabili, ma anche un significato alla vita di queste persone. L’azienda deve lavorare per cause che inducano coinvolgimento emotivo e ideale. Gli scopi maggiormente coinvolgenti sono quelli che travalicano l’egoismo personale.

Da questo punto di vista le cooperative sociali, per la natura stessa della loro attività, possiedono un’intrinseca potenzialità attrattiva per le persone che cercano una realizzazione ideale dal proprio lavoro. Eppure molte cooperative non sembrano far caso a questo aspetto, quasi non fosse rilevante, o addirittura scontato. Dovrebbe invece essere evidente a Prosegui…

Dalla terra firma alla terra incognita

Ogni organizzazione deve avere una visione su dove vuole andare. Oggi la visione non si crea ripercorrendo le vecchie scelte strategiche. Sarebbe come voler andare in luoghi diversi utilizzano carte geografiche che non riportano tali territori. Occorre andare dalla terra firma alla terra incognita, e non esistono mappe della terra incognita.

Terre nuove richiedono organizzazioni nuove. È estremamente raro il caso in cui un’organizzazione sia riuscita a cambiare senza aver cambiato il top management. Intendiamoci: non basta cambiare il management per cambiare l’organizzazione. Occorre trovare il manager adatto allo specifico cambiamento che si vuole introdurre.

I manager bravi, che Prosegui…

Il Marketing secondo Philip Kotler

Il mio approccio è influenzato dallo Zen. Lo Zen pone l’accento sull’apprendimento tramite la meditazione e illuminazioni dirette e intuitive”.

“Oggi il problema fondamentale che deve affrontare il business non è la carenza di beni, ma la carenza di clienti. La maggior parte delle industrie nel mondo è in grado di produrre una quantità di beni ben maggiore di quanto i consumatori siano in grado di acquistare. Il marketing è la soluzione per competere su basi indipendenti dal prezzo. A causa della sovracapacità il marketing è diventato più importante di quanto lo sia mai stato. È il reparto produzione cliente dell’impresa”. Prosegui…

Check list strategica

  1. Ti stai differenziando dai concorrenti? A meno che tu non sia già un’impresa leader, lo devi fare.
  2. Stai puntando su quello che le discontinuità di mercato o tecnologiche stanno offrendo?
  3. Con chi ti stai alleando per innovare? Puoi scegliere fra i tuoi fornitori, i tuoi clienti, perfino tra i tuoi concorrenti.
  4. Stai lavorando per ridurre tempi e costi di produzione, erogazione, amministrazione e controllo?
  5. Stai focalizzando i tuoi sforzi su quello che realmente ti distingue?

Se non stai facendo tutto questo, allora corri seri rischi di rimanere tagliato fuori dal mercato nel giro di pochi mesi. Se non stai facendo tutto questo, allora Prosegui…

Non ho tempo per la formazione

Quante volte mi sento dire che “la formazione è importante, fondamentale, strategica …. ma non abbiamo tempo”. Molte persone dedicano tutto il loro tempo alle attività quotidiane, sempre pressanti, urgenti; a volte importanti, a volte no. Collocano la formazione fra le attività importanti, ma non urgenti (per approfondire questo tema rimando alla matrice di Eisenhover). E alla fine non fanno formazione, non riflettono sul proprio modo di lavorare, su quanto sta avvenendo nel mondo e sulla direzione dei loro sforzi.

Mi ricorda la storiella di quel contadino che lavorava come un matto tutto il giorno e tutti i giorni, innaffiando il suo Prosegui…

Il mestiere di capo (Il generale Kutùzov)

A coloro che sono abituati a pensare che i piani di guerra e di battaglia sono fatti dai condottieri nello stesso modo che ciascuno di noi, seduto nel suo studio davanti a una carta, fa delle riflessioni su come disporrebbe le truppe nella tale o tal’altra battaglia, si presentano le domande: perchè Kutùzov (generale russo), durante la ritirata (dopo la battaglia di Borodinò) non fece questo e quest’altro? Perchè non occupo una posizione favorevole prima della località di Fili? Perchè non si ritirò subito sulla via di Kaluga, lasciando Mosca? ecc. Le persone abituate a ragionare così dimenticano o non conoscono quelle inevitabili condizioni nella Prosegui…