L’autostima e i cheyenne a cavallo

Vanno di gran moda quei corsi di formazione in cui fichissimi docenti spiegano, illustrano, imitano, esaltano (con canti, balli, abbracci e perfino preghiere) le meraviglie dell’autostima. Se ne esce confortati e ricaricati.

Chi vi partecipa impara quanto sia importante vivere consapevolmente il proprio lavoro, ma anche accettare se stessi. Essere responsabile ma anche autoaffermarsi. Essere integro, ma anche vivere con uno scopo.

Sono corsi che cercano di aiutare il singolo a contrastare la crescente complessità e velocità dell’economia globale. E per farlo non vanno tanto per il sottile: si parte con tre nozioni tre di psicologia spicciola e poi via con l’outdoor training, su per Prosegui…

I servizi delle associazioni

I servizi erogati dalle associazioni di rappresentanza (degli artigiani, dei commercianti, degli industriali, dei cooperatori, degli agricoltori) hanno caratteristiche molto diverse da quelli erogati dalle strutture private. I servizi delle Associazioni normalmente sono tantissimi (le associazioni maggiori hanno in catalogo circa 50 servizi diversi) e devono essere erogati a tutti coloro che ne fanno richiesta. Questo pone l’Associazione in una posizione molto particolare, unica rispetto ad una qualsiasi altra impresa che offre servizi.

In termini “aziendalistici” possiamo definire le Associazioni, come aziende pluribusiness, in quanto offrono una vasta gamma di servizi, estremamente differenziati tra di loro: si va da quelli relativi Prosegui…

Il leader deve costruire fiducia, non burocrazie

Perché una persona è pro-attiva? Perché realizza qualcosa? Realizza qualcosa perché rischia, perché è stata messa nelle condizioni di farlo e perché ne ha voglia, ne trae piacere. Realizza qualcosa perché possiede delle competenze e delle capacità, e perché esiste un clima di cooperazione nell’impresa. I leader devono concentrarsi sul compito di predisporre tutto questo. È questo che serve per ottenere la qualità. E le imprese devono avere sistemi di valori coerenti con questi presupposti.

Troppe imprese hanno un vecchio sistema di valori: aspettano i clienti, convinte che la capacità tecnica sia la cosa più importante. In realtà sono i clienti ad essere la Prosegui…

Le imprese devono costruire competenze intellettuali

Per avere successo negli affari servono clienti che vogliono comprare e personale capace che ha qualcosa da offrire. Se si crea valore per il cliente occorre professionalità: solo questa è la strada per avere buoni risultati economici. Tali risultati consentono all’impresa di investire nello sviluppo di altra professionalità in modo da creare ancora più valore per il cliente: è questo il circolo virtuoso da attivare.

Cosa significa professionalità? Mentre in passato il successo economico si basava sulla produzione, ora questo dipende dalle attività centrate sulle idee. Attività come il design, il marketing e la finanza contribuiscono molto di più al valore di un vestito Prosegui…

Conoscere un’organizzazione

Conoscere un’organizzazione significa concentrarsi sulla qualità dei processi sociali e gestionali che si svolgono al suo interno. È da questi processi infatti che deriva la qualità delle idee che circolano in qualsiasi organizzazione, azienda, ente o associazione che sia.

Quali sono gli strumenti per lavorare sulla qualità dei processi sociali e gestionali?

Molte organizzazioni hanno introdotto dei programmi di qualità, programmi per il lavoro di squadra, programmi per la “gestione per obiettivi”, per lo “sviluppo della conoscenza” e così via. In un certo senso sembra stiano raccogliendo queste procedure per metterle in bella mostra e far capire che sono moderne e che stanno facendo la Prosegui…

I nuovi conflitti nell’epoca della globalizzazione

Rischio e incertezza sono drammaticamente in aumento nel mondo, e tutto questo avviene in modo molto veloce. Le cose accadono con molta più rapidità di quello che riusciamo non solo a gestire, ma addirittura a immaginare. Globalizzazione, digitalizzazione, de­regolamentazione, mutamenti climatici e sociali, cambiamenti nei rapporti di forza politici ed economici.

La tecnologia è sicuramente uno dei motori principali del cambiamento che stiamo vivendo: la tecnologia crea opportu­nità per la globalizzazione e spinge per la deregolamentazione. Sono spinte che creano nuove opportunità, ma anche enormi rischi e grande in­certezza.

La nostra epoca è quella in cui per la prima volta l’umanità ha a che fare Prosegui…

Le cooperative non fumano

“Chi fuma avvelena anche te, digli di smettere” fu un fortunato slogan che metteva in luce due elementi: 1) il comportamento di un fumatore ha conseguenze sui non fumatori, ovvero sull’ambiente in cui il fumatore agisce. 2) Chi fa parte dell’ambiente di un fumatore non può accettare passivamente il suo comportamento.

Lo stesso tipo di ragionamento dovrebbe valere per il sistema delle imprese cooperative. Dato che è assodato – anche se qualcuno continua a non capirlo – che i comportamenti negativi di una cooperativa (vera o falsa che sia) si ripercuotono negativamente sull’immagine e reputazione dell’intero sistema cooperativo, è necessario che sia il sistema ad Prosegui…

Giovani e Donne: non c’è abbastanza sostanza

Ho incontrato in questi anni alcuni “gruppi giovani” e “gruppi donne” di importanti associazioni di rappresentanza di impresa. Il tema affrontato era sempre quello: cosa fare per contare di più? In realtà la domanda andrebbe riformulata: perché questi gruppi contano così poco?

Sono gruppi che nascono con l’obiettivo di affrontare importanti aspetti relativi alla vita personale dell’imprenditore (previdenza, assistenza, welfare), sviluppare spirito associativo fra i giovani e le donne, favorire il ricambio generazionale e la presenza femminile negli organismi. Fatto salvi alcuni successi di piccola portata, quasi mai questi gruppi riescono a raggiungere i propri obiettivi e ad incidere sulle politiche associative. Perché?

L’analisi del Prosegui…

Partecipazione: questa (poco) conosciuta

Sono tempi, questi – dopo anni di silenzio se non di aperta ostilità sia da parte sindacale che da parte datoriale – in cui va di moda parlare di partecipazione dei lavoratori. Molti ne parlano, appunto, ma ben pochi possono dire di conoscerla e ancora meno sono quelli che possono dire di averla praticata e applicata.

La prima cosa da dire sulla partecipazione al lavoro è anche la più scomoda, e cioè che a molti lavoratori non piace partecipare, non sono interessati, non credono sia giusto, non vogliono essere coinvolti. È una scelta che può certo essere riconsiderata, ma per farlo occorre sfatare Prosegui…

Il caso della Miniera di gesso

Tratto da: A. Gouldner, Modelli di burocrazia aziendale, 1970 (rielaborato da G. Bonazzi, Dentro e fuori la fabbrica, Angeli ed. 1988)

Il caso si riferisce ad una ricerca condotta all’inizio degli anni ’50 in un piccolo stabilimento situato in una cittadina di circa 12 mila abitanti nella zona dei grandi laghi americani, e proprietà di una grossa compagnia con molti altri stabilimenti disseminati su tutto il territorio degli USA. Tale stabilimento era composto da una miniera di gesso, in cui lavoravano una settantina di minatori, e da una fabbrica di superficie, dove circa 150 operai erano addetti alla lavorazione del gesso estratto dalla Prosegui…