I risolutori

Cosa manca alle aziende? Mancano forse gli specialisti? Mancano forse gli esecutori? Mancano forse quelli che aspettano che gli si dica cosa devono fare? Mi pare che questi non manchino. Le persone che scarseggiano sono altre, ovvero quelle che risolvono i problemi, che sanno interpretare ruoli diversi, che aiutano gli altri a muoversi nella confusione. Sono quelle che sanno prendersi le responsabilità.

Ma come si fa a trovare queste persone? In realtà forse già lavorano con noi, si tratta solo di scovarle e formarle, aiutarle, coinvolgerle. E proprio nel coinvolgimento sta la soluzione: solo chi accetta volontariamente una responsabilità sarà poi in Prosegui…

La tribù dei parenti

Monsignore ha vasta parentela, ha mobilitato tutti i suoi parenti nella Dc e lui si è tirato in disparte, al di fuori di quel che gli compete per i decreti del Santo Offizio e per le lettere pastorali del vescovo, non mostra di essere in preda a quel ballo di san Vito della politica cui tanti preti si abbandonano; del resto la miglior politica che può fare a vantaggio della Dc è quella di non mostrarsi, ché farebbe deserta la piazza; e poi i parenti ci sanno fare, fanno un così compatto e attivo clan che nessuno riuscirebbe a scalfire.

Questa sorta di Prosegui…

Sostenere la crisi

Perché alcune cooperative sono riuscite a sostenere la crisi meglio di altre? Forse perché avevano un gruppo dirigente dotato di titoli di studio ed esperienza coerenti col business gestito? Forse perché non avevano al proprio interno politici riciclati? Forse perché hanno limitato il gap fra il livello salariale dei dirigenti e quello del personale? Forse perché il potere non era in mano ad un gruppo ristretto e poco trasparente? Forse perché chi ricopriva incarichi esterni versava il gettone in cooperativa?

Forse sì, anzi, sicuramente sì. Questi fattori da soli non bastano, ma aiutano. Alcune cooperative hanno ben lavorato con gruppi dirigenti di vecchia data, Prosegui…

Non fate i disegnini

“Ho visitato parecchi centri di ricerca, soprattutto negli Stati Uniti. I ricercatori si riuniscono il sabato mattina (questo è un dato sociologico), ma di fatto quando parla il chimico il fisiologo fa dei disegnini, non sta a sentire, non è interessato perché non lo capisce. Ognuno si comporta allo stesso modo quando parlano gli altri. Il lavoro di gruppo fatto così non serve a molto. Bisogna quindi riuscire a motivare le persone in modo che possano apprendere il linguaggio e i concetti altrui”.

“Mi sono sforzato di adottare un comportamento preciso con i miei collaboratori. Li obbligavo non tanto ad acquisire le tecniche altrui Prosegui…

Chi la fa l’aspetti

Molte aziende si lamentano dei lavoratori assunti dopo lunghi periodi di prova. Tali lavoratori, una volta stabilizzati alla scadenza del contratto a tempo determinato, aumentano le assenze dal lavoro, sono meno precisi e puntuali, si dimostrano meno disponibili. Di fronte a tale “ingratitudine” le direzioni aziendali si meravigliano e si rammaricano. Ma è davvero così sorprendente un fenomeno del genere? Se l’azienda si dimostra troppo a lungo opportunista e diffidente nei confronti del lavoratore, questi maturerà gli stessi sentimenti nei confronti dell’azienda, e non vedrà l’ora di ripagarla con la stessa moneta. Un lavoratore in prova sa che deve apparire inappuntabile Prosegui…

Le rivendicazioni dei soci

In questi mesi i soci della cooperativa Marfacco sono arrabbiati con la propria cooperativa. I temi del malcontento sono quelli tipici di chi lavora nelle aziende del settore: i salari fermi, la sicurezza del posto del lavoro a rischio, gli orari e le condizioni di lavoro peggiorate. Come succede in altre aziende similari, la cooperativa non riesce a soddisfare le aspettative dei propri soci su questi versanti. Si respira quindi un’aria pesante, nei reparti, negli uffici, in mensa, nelle riunioni. Qualcuno parla di sfiduciare il gruppo dirigente, qualcun altro arriva a proporre uno sciopero. I soci hanno ben presente le proprie esigenze Prosegui…

Semplicità e cultura della fiducia

Cosa rende un’organizzazione superiore all’altra? Tre fattori: la maggior istruzione del personale, la capacità di collaborazione fra gli individui ed un’organizzazione focalizzata sui risultati. Che cos’è l’organizzazione focalizzata sui risultati? L’organizzazione è un mezzo per ottenere grandi risultati con persone mediocri. Le procedure sono stupide, le persone sono intelligenti: occorre affidarsi alle persone. A tal scopo occorre ricordare sempre che il primo e fondamentale principio organizzativo su cui occorre lavorare è la semplicità. La semplicità è l’unico modo per rispondere alla crescente complessità delle attività, dei sistemi, delle relazioni. Semplicità delle strutture e delle procedure. La semplicità organizzativa si basa su dosi Prosegui…

La lotta alle false cooperative

La presenza sul mercato di false cooperative, (ovvero cooperative che nascono per iniziativa di imprenditori senza scrupoli, per scopi speculativi e che falliscono o chiudono nel giro di pochi mesi lasciando debiti, contributi e stipendi non pagati) rappresenta un problema per le cooperative autentiche, quelle che rispettano le normative ed i principi cooperativi. Le iniziative promosse dall’Alleanza delle Cooperative Italiana mirano a far adottare per via legislativa provvedimenti più severi e maggiori sanzioni a carico di chi utilizza la forma cooperativa in modo scorretto per perseguire vantaggi attraverso il mancato rispetto di contratti e l’accesso improprio alle agevolazioni previste per le “vere cooperative”. Prosegui…

Educazione cooperativa

“Si è giustamente detto che la cooperazione è un movimento economico che si serve dell’educazione, ma è possibile, allo stesso modo, rovesciare la definizione e dire che la cooperazione è un movimento educativo che si serve dell’azione economica” (W.P. Watkins)

Coprirsi le spalle (e non solo)

Vi sono dirigenti pubblici che lavorano quotidianamente per un solo obiettivo: pararsi le spalle (e non solo quelle). Sono dirigenti che si mettono deliberatamente nella condizione di non far nulla, in modo da non correre il rischio di dover rispondere di persona se qualcosa dovesse andar male.

In base a questo principio emettono provvedimenti ma poi non li fanno eseguire. O lasciano degenerare le situazioni in modo da dover intervenire con provvedimenti d’urgenza, meno sottoposti a controlli e verifiche. Nessuno di loro naturalmente ammette che tale comportamento sia voluto.

Le ragioni addotte sono ben altre: mancanza di risorse, carenza di personale, eccessivi carichi Prosegui…