Legacoop come movimento d’imprese e il “caso 29 giugno”

Le vicende connesse alla cooperativa romana “29 Giugno” hanno aperto una discussione confusa e un po’ concitata su temi che riguardano – anche – ruolo e funzioni di Legacoop. Il tutto proprio in dirittura d’arrivo dei lavori congressuali…. Qualcuno poi si è stupito che casi analoghi che hanno coinvolto imprese di capitale iscritte a Confindustria non abbiano portato sulla prima pagina dei giornali la principale associazione imprenditoriale italiana. In realtà quasi mai Confindustria viene direttamente o indirettamente tirata in ballo in casi simili che riguardano suoi associati. La ragione è storicamente chiara e funzionalmente evidente, e sta nella profonda differenza delle logiche associative proprie delle due strutture. Legacoop è un movimento d’imprese, Confindustria è un sindacato d’imprese. In quanto movimento d’imprese, Legacoop ha funzioni e obiettivi parzialmente diversi da tutte le altre associazioni di rappresentanza italiane (comprese quelle dell’agricoltura, del commercio e dell’artigianato). Essere movimento d’imprese significa tradurre in concreto – non solo nell’economia ma anche nella società – visioni di tipo politico e ideale. In estrema sintesi, attraverso l’adesione a Legacoop, una cooperativa sostiene una visione ideale che proietta nel mondo dell’economia un sistema di valori più ampio, che si rifà ai principi dell’Alleanza Cooperativa Internazionale, come ad esempio democrazia, uguaglianza, solidarietà, educazione cooperativa. La realizzazione concreta di tali aspirazioni non può essere assolta dalle sole imprese, ma diviene funzione di movimento, ed in quanto tale assegnata alle strutture associative, le quali svolgono in tal senso una “meta-funzione” di tipo pedagogico. E, sempre perché movimento di imprese, spetta alle strutture associative la funzione di controllo sul rispetto dei valori e dei principi cooperativi da parte delle associate (che non può essere limitata alla sola funzione di vigilanza prevista dalla normativa). Chi entra a far parte del movimento cooperativo si “lega” alle altre cooperative, nel bene e nel male. E – coerentemente con l’identità di movimento – l’associazione svolge funzioni diverse da quelle dei sindacati d’impresa tipo Confindustria: si va dalla promozione di nuove cooperative alla creazione di strutture consortili, dalla formazione e scelta dei gruppi dirigenti alla promozione di fusioni e aggregazioni, all’intervento diretto in caso di crisi. Alcune di queste funzioni si sono fortemente modificate nel corso del tempo, sia a causa dei cambiamenti intercorsi nella società e nel sistema dei partiti, sia a causa del maggior peso assunto dalle cooperative di maggior dimensione, sempre meno legate all’associazione e sempre più pronte a rivendicare la propria autonomia (salvo ricercare l’aiuto del movimento quando le cose si mettono male …). La vicenda della “29 Giugno” ha messo in luce quanto l’immagine e l’identità delle cooperative aderenti a Legacoop siano fortemente intrecciate fra loro, mentre non altrettanto saldi sono i sistemi di controllo e selezione. Per evitare che i comportamenti negativi di pochi ricadano sugli altri, ogni tanto qualcuno propone di trasformare Legacoop in un sindacato d’impresa sul modello confindustriale. Al momento tale passaggio appare impraticabile in tempi brevi e, probabilmente, privo di logica. Non solo perché sono diverse le matrici valoriali e culturali, ma anche perché gran parte delle imprese cooperative ancora crede ed esige che la funzione di “movimento d’imprese” venga assolta in modo efficace e professionale. Appaiono quindi da rivedere, e con urgenza, i sistemi di verifica e controllo sulle associate e, di conseguenza, anche i meccanismi di selezione, formazione e sviluppo dei funzionari e dei dirigenti associativi preposti a tale funzione. Tale revisione richiede – tra l’altro – un investimento che va a incidere sulla gestione dei flussi finanziari all’interno del “movimento Legacoop”, troppo condizionata da logiche di appartenenza, burocratiche o extra-associative (come la gestione Unipol).

(pubblicato in data 11 dicembre 2014 sulla rivista della Fondazione Barberini http://www.fondazionebarberini.it/la-rivista_articolo-35.html)

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