I vantaggi del modello cooperativo

È uscito alcuni mesi fa per le edizioni del Mulino un bel libro curato da Patrizia Battilani e Harm G. Schröter dedicato al movimento cooperativo nel mondo dal dopoguerra ad oggi, Un’impresa speciale (vedi). Nelle conclusioni i curatori sottolineano a un certo punto (pag. 445) che “una gestione democratica è indispensabile per le cooperative … La perdita di democrazia ha determinato il fallimento di molte cooperative in alcuni paesi europei e in Giappone”. In particolare Ekberg rileva che “le cooperative democratiche (bottom-up) sono state in grado di sopravvivere, mentre il passaggio ad un modello decisionale top-down ha determinato una crescita economica nel breve periodo ma un collasso nel lungo periodo”. Non è questo il primo testo in cui numerosi studiosi evidenziano i vantaggi insiti nel modello cooperativo di impresa, quali ad esempio l’intrinseca motivazione dei soci, o i minori livelli di controllo amministrativo e di supervisione. Si tratta di vantaggi concreti, reali, che compensano i limiti derivanti dalla minore flessibilità strutturale e dalla molteplicità degli obiettivi perseguiti. Tuttavia si tratta di vantaggi potenziali, che vanno resi concreti nella pratica quotidiana, attraverso una gestione manageriale realmente improntata ai valori cooperativi della democrazia, del coinvolgimento, della trasparenza, della valorizzazione del capitale umano e sociale presente nelle cooperative.

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