La meravigliosa ambiguità dei simboli

Narra Erodoto che i re sciti si sentivano minacciati dal re dei persiani, Dario. Gli inviarono dunque non il solito ambasciatore, ma un semplice messaggero che consegnò a Dario un uccello, un topo, una rana e cinque frecce.

Dario interpretò questo dono come un chiaro segnale di resa: terre (il topo), fiumi (la rana) e cavalleria (l’uccello, veloce come un cavallo) degli sciti gli venivano consegnati assieme al simbolo della loro arma prediletta, l’arco (le cinque frecce).  Un principe al seguito del re gli suggerì tuttavia un’interpretazione opposta: a meno che voi persiani non diventiate uccelli e non fuggiate per le vie del cielo, o topi e vi nascondiate nelle viscere della terra, o rane e non saltiate negli stagni, sarete trafitti dalle nostre frecce.

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