Non far perdere tempo al capo

“Henry Kissinger, allora segretario di Stato, chiese ad un giovane del suo staff, uno studioso di Rhodes, di scrivere un articolo su un argomento piuttosto astruso. Il giovane era nuovo di quel prestigiosissimo lavoro e ci sudò sopra per due intere settimane. Quando glielo sottopose se lo vide rendere con una nota scarabocchiata sul foglio: “È orrendo, da rifare”.

Il giovane si sentì distrutto, ma poi riflettè attentamente su quanto aveva scritto e decise che avrebbe potuto fare un lavoro migliore. Ci sgobbò sopra per un’altra settimana, poi mandò la nuova versione a Kissinger che gliela rimandò nuovamente indietro: “È ancora peggio del primo, non puoi fare qualcosa di meglio?”.

Rifece allora una terza versione aggiungendovi la seguente nota: “Può non essere abbastanza buona e mi dispiace farLe perdere tempo, ma è il meglio che io possa scrivere su questo argomento. Mi dispiace di aver impiegato tanto tempo”. La risposta allora fu: “Allora lo leggerò”. Il messaggio è che non bisogna mai inviare un lavoro ad un superiore se non si è convinti che sia quanto di meglio si possa fare.

(Da: T. E. Deal – A.A. Kennedy, Cultura d’impresa, Ed Itaca)

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