Intelligenza non è sinonimo di saggezza

Qual è la differenza tra essere saggi ed essere intelligenti? Secondo Confucio essere saggi significa “sapere quel che sai e sapere quello che non sai”. Possiamo anche aggiungere che significa essere in grado di creare un equilibrio tra l’arroganza (presupporre di sapere più di quanto si sappia) e l’insicurezza (credere di sapere troppo poco per agire).

Esistono manager sicuramente intelligenti ma non saggi, perché eccedono in arroganza – alcuni – o in insicurezza – altri. Solo un atteggiamento saggio rende un manager in grado di agire in base al suo attuale livello di conoscenza, e di mantenere un legittimo dubbio in merito a ciò che non sa.

Come riconoscere la differenza? Guardiamo ad esempio alle affermazioni pubbliche, agli slogan. Vi sono manager che sbandierano progetti o sistemi estremamente originali, ma spesso la loro pretesa originalità testimonia una buona dose di ignoranza dei fatti, dei dati, delle reali situazioni. Si trincerano dietro affermazioni altisonanti ma prive di fondamento reale.

Diversamente dai medici – che hanno il dovere etico di rivelare i rischi di un trattamento – i manager non sono obbligati a tenere questo comportamento. Occorre quindi diffidare dei manager che tacciono i rischi ed i problemi che potrebbero nascere dalle loro proposte.

Secondo Gary Hamel – ma sicuramente scherzava – “Se qualcuno vi dice che ha la risposta giusta è probabile che non abbia capito la domanda”. Ma forse non scherzava affatto.

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