Il conformismo

Di fronte alla necessità di prendere una decisione, chi fa parte di un gruppo cerca di preservare in primo luogo l’unità, la solidarietà del gruppo stesso. Ciò che conta di più per tutti è lo spirito di corpo. E migliori e più forti sono i rapporti tra i membri del gruppo, maggiore è il pericolo che il pensiero critico ed indipendente sia sottomesso ad un pensiero di gruppo.

Ne deriva un abbassamento della qualità del processo decisionale. Chiunque si ponga come un ostacolo al raggiungimento del consenso viene visto come un pericolo. Per timore di far respingere per colpa nostra una soluzione da tutti auspicata ma da noi disapprovata, non osiamo contraddire l’idea predominante e denunciarne gli esiti nefasti. E a vigilare sulla dinamica di gruppo spesso stanno i “guardiani dello spirito” che vegliano onde evitare che si discutano opinioni opposte a quelle della maggioranza o nascano discussioni e disaccordi. Questa dinamica è alla base di moltissime decisioni assolutamente sbagliate prese da gruppi composti da persone altrettanto assolutamente preparate e ben intenzionate.Tutte persone che tengono alla propria reputazione. E che sanno benissimo che, come diceva Keynes, è meglio fallire in modo convenzionale che riuscire in modo non convenzionale.

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