Le caratteristiche del vero leader

“Li chiamano geni solo perché gli uomini d’arme sono circonfusi da un’aureola di gloria e di potere, e la turba di vigliacchi adula ed esalta il potere attribuendogli le qualità del genio, che in realtà non possiede. È vero, per contro, che i migliori generali da me conosciuti sono persone stupide o distratte …. Un buon condottiero non solo non ha bisogno né della genialità né di qualsivoglia altra virtù; al contrario, è bene che manchi delle migliori, delle più elevate qualità umane, come l’amore, la poesia, la finezza di sentimenti, il dubbio filosofico, la capacità speculativa. Dev’essere un uomo limitato, fermamente convinto che ciò che fa è molto importante (altrimenti il suo mestiere gli verrebbe a noia): solo a queste condizioni sarà un valido uomo darmi. Dio ci scampi se sarà, in senso compiuto, un uomo: se proverà affetto per qualcuno, se conoscerà sentimenti pietosi, se distinguerà il giusto dall’ingiusto. Si capisce perché fin dall’antichità, sia stata creata per loro la teoria dei geni, perché in mano loro sta il potere? Il merito del successo nelle imprese militari non dipende da costoro, ma dall’uomo che in mezzo alle file grida Urrà! Solo in quelle file si può prestare servizio con la certezza di esser utili”. (Lev Tolstoj, Guerra e Pace, 1869)

 

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