I “gruppi giovani” nelle associazioni

All’interno delle associazioni di rappresentanza spesso nascono gruppi di giovani associati che rivendicano, attraverso organismi ad hoc, visibilità e ruolo all’interno sia delle associazioni che delle imprese di appartenenza. È il caso ad esempio del “Gruppo giovani” di Confindustria o di “Generazioni” di Legacoop. Sono gruppi che nascono per essere tanto coscienza critica quanto laboratori di innovazione. Gli obiettivi dichiarati sono sostanzialmente quelli del ricambio generazionale, della formazione dei futuri dirigenti, del confronto e socializzazione fra giovani, dell’elaborazione culturale a supporto dell’innovazione della rappresentanza, dello sviluppo dello spirito associativo nei giovani. Questi gruppi contano qualcosa? La loro possibilità di incidere nelle dinamiche associative è direttamente legata ad una serie di fattori, tutti egualmente rilevanti. Innanzitutto è decisivo il numero degli iscritti: più si è e più si conta, è una regola base per ogni associazione. Poi occorre considerare la natura degli interessi rappresentati, ossia il loro “peso specifico”: sono interessi critici per la vita dell’associazione o sono poco rilevanti? Possono condizionare i processi decisionali? Ad esempio possono bloccare delibere associative? Questi gruppi possiedono risorse economiche proprie e budget autonomi? Hanno competenze tecniche specifiche ed uniche? Riescono ad ottenere visibilità esterna ed interna? Rappresentano una comunità vera, ovvero sono portatori di una specificità culturale ed identitaria? Infine, ma non ultimo, hanno leader carismatici?

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