Le decisioni folli

Lord Cardigan e Lord Lucan si detestavano. Ognuno era deciso a fare di testa sua e a non tener conto delle opinioni dell’altro. Da un loro alterco nacque la folle decisione di ordinare ai seicento della Brigata leggera una carica frontale contro le batterie russe. Fu in questo modo che gli inglesi persero la battaglia di Balaklava, in Crimea, nell’ottobre del 1854. Per quanto ci si sforzi di pianificare e controllare, il destino delle organizzazioni molto spesso è determinato dall’esito di conflitti interpersonali. Non possiamo quindi ignorare il peso rivestito dai contrasti fra i soci in un’azienda, fra i comandanti in un esercito, fra i burocrati e fra gli amministratori in un ente pubblico, fra i leader in un partito o in un sindacato, fra i dirigenti in una cooperativa o in un’associazione. I loro sentimenti e i loro interessi personali prendono il sopravvento rispetto a quello che dovrebbe essere l’obiettivo comune. Impulsi come l’orgoglio, l’invidia, la collera ribaltano qualsiasi analisi razionale di fatti e circostanze. E fanno fallire piani di sviluppo, processi di aggregazione, analisi razionali di scenari e strategie. Anche oggi è così. Forti meccanismi di governance (con la ferma volontà di farli rispettare) e attenta selezione e formazione delle classi dirigenti sono oggi più che mai indispensabili, se non vogliamo assistere al fallimento delle imprese, alla sconfitta degli eserciti, alla paralisi degli apparati pubblici, al disfacimento di partiti, associazioni e sindacati.

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