Capire l’Italia: leggere Ross, studiare Zoja

Nell’immagine che abbiamo dell’Italia, quanto c’è di conoscenza e quanto di desiderio?

Sono usciti a poca distanza di tempo due libri che affrontano, da prospettive diverse, il rapporto degli italiani con la propria immagine e con il futuro.

In The Italian Dream (Feltrinelli, 2026) Alec Ross parte da una domanda: perché l’Italia sembra aver perso la capacità di immaginarsi in avanti? Ross la osserva da fuori, con lo sguardo dell’americano di origine italiana, e ragiona intorno a coppie di opposti: giovane e vecchio, innovazione e tradizione, fiducia e sfiducia. Il libro è scorrevole e molto generoso verso l’Italia e gli italiani. Ross mette in fila contraddizioni note e non cerca di spiegare le cause profonde della perdita di visione. Il suo obiettivo è avviare una discussione per tornare a sognare in grande.

Narrare l’Italia (Bollati Boringhieri, 2024) di Luigi Zoja ricostruisce la storia lunga delle narrazioni che l’Italia ha prodotto su se stessa, dal primato medievale e rinascimentale fino al Novecento. Zoja intreccia storia, economia, arte, letteratura e psicoanalisi per mostrare come la memoria della grandezza, l’esperienza del declino e il bisogno di riscatto abbiano plasmato l’immagine che gli italiani hanno di sé. Il passato diventa così una chiave per comprendere anche le aspettative e le illusioni del presente. Non racconta cosa manca oggi: mostra da dove viene, e perché la nostalgia di un primato perduto continui a lavorare nell’inconscio collettivo.

A mio avviso le due domande fondamentali cui rispondere sono: quali immagini ci aiutano a cambiare e quali ci tengono prigionieri? L’analisi di Zoja è profonda e articolata, illumina quel bisogno di un nuovo sogno nazionale che Ross invita a coltivare. Ross offre spunti di discussione; Zoja strumenti di comprensione su cui tornare. Per questo vale la pena leggere Ross e studiare Zoja.

(Caravaggio: Narciso. Galleria Nazionale d’Arte Antica, Roma)


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