Investire sulla fiducia

La fiducia è una cosa seria” era lo slogan che per anni ha accompagnato la promozione di una nota azienda casearia. A volte sembra che ciò che è importante per un formaggino non lo sia altrettanto all’interno di certe aziende, che non fanno nulla per alimentare il livello di fiducia al proprio interno.

Se si guarda la fitta rete degli scambi sociali che ogni giorno, ogni istante, caratterizza il lavoro delle persone in una qualsiasi azienda, è inevitabile notare come la qualità di questi scambi dipenda in modo fondamentale dal grado di fiducia che intercorre tra le persone. Se mi fido Prosegui…

Affinare le coscienze

A differenza dell’animale, nessun istinto dice all’uomo quale sia il suo bisogno. E nessuna tradizione oggi, a differenza che nel passato, gli dice quale sia il suo dovere. Così spesso egli non sa cosa vuole. In occidente il conformismo lo spinge ad avere quello che anche gli altri hanno. In oriente il totalitarismo lo spinge a fare quello che gli altri vogliono.

Ma la scomparsa delle tradizioni riguarda soltanto i valori, non il senso. Mentre i valori sono universali, il senso è qualcosa di unico e specifico. Esso varia non solo da persona a persona, ma anche da situazione a situazione. E Prosegui…

Il paradosso della sicurezza

Le automobili, si sa, dispongono di meccanismi di sicurezza sempre più sofisticati. Cruscotti rivestiti, airbag, cinture di sicurezza, piantoni di sterzo collassabili, e così via. Paradossalmente, ma non troppo, questi dispositivi di protezione non inducono gli automobilisti a guidare con maggior prudenza: casomai avviene il contrario. Sentendosi più protetto, l’automobilista si prende qualche rischio in più. Se il rischio di rimanere uccisi o feriti in un incidente cala drasticamente, molti guidatori si sentiranno autorizzati a guidare in modo più rischioso.

Paradossalmente, ma non troppo, dovrebbe essere l’assenza di meccanismi di sicurezza a incentivare ad una guida prudente. Paradossalmente, ma non troppo, bisognerebbe Prosegui…

Ridateci gli eunuchi

Si lamenta da più parti la mancanza di senso dello stato da parte dell’apparato burocratico, e non di rado emergono casi di “nepotismo” nell’accesso alle più alte cariche pubbliche. Nelle corti imperiali, orientali prima e romane poi, ai vertici dell’apparato burocratico (le posizioni apicali, si direbbe oggi) potevano accedere solo eunuchi.

Funzionari di origine aristocratica o borghese, venivano castrati per evitare sia “che le loro energie venissero distratte dal servizio di Stato”, sia che tramandassero i propri incarichi per via parentale. Nel tardo impero romano, dopo l’imperatore ed il papa, erano le figure maggiormente considerate e invidiate, il loro Prosegui…

La cultura “giusta”

Capita di sentire manager e imprenditori sostenere che “cambiare è difficile, le persone non hanno la cultura giusta”. A parte il fatto che probabilmente tutti (manager e imprenditori compresi) di fronte alle grandi sfide del cambiamento non hanno “la cultura giusta”, la domanda è: ma cosa si intende per “cultura giusta”?

Secondo la classica definizione di Edgar Schein, la cultura organizzativa è “l’insieme coerente di assunti fondamentali, che un dato gruppo ha inventato, scoperto o sviluppato, imparando ad affrontare i suoi problemi di adattamento esterno e integrazione interna, e che hanno funzionato abbastanza bene da poter essere considerati validi, Prosegui…

Le vie dell’inferno

Quando ad Albuquerque (New Mexico) fu creata una nuova linea ferroviaria cittadina, destinata principalmente ai pendolari, l’inquinamento atmosferico aumentò. Cosa era successo? I pendolari usavano effettivamente la nuova linea cittadina, e lasciavano a casa le automobili. Furono però i loro familiari ad iniziare ad usarle, spesso per compiere quelle commissioni cui prima pensavano i pendolari. Di conseguenza ogni automobile “veniva guidata in media su distanze più brevi, con un motore più freddo e quindi con effetti più inquinanti”. Le politiche pubbliche, spesso animate dalle migliori intenzioni, danno sempre per scontato che il mondo segua una logica causa-effetto, che tutto sia prevedibile, che Prosegui…

Chi è destinato a fallire

La cultura industriale occidentale è improntata a modelli ed abitudini di tipo verticale, burocratico. Sono queste infatti le soluzioni applicate quando si dovevano moltiplicare i rendimenti avvalendosi di personale in grandissima parte analfabeta. Due secoli fa sono nati modelli organizzativi, stili di gestione, regole e abitudini che sono arrivati sino ai giorni nostri e che tuttora influenzano la nostra cultura organizzativa. Da una trentina d’anni il quadro di riferimento è completamente mutato.

Prima si richiedeva alle persone di eseguire istruzioni e compiti precisi, in un contesto stabile e rigorosamente programmato. Oggi la gran parte dei compiti operativi è assorbita da macchine, mentre alle persone Prosegui…

I simboli organizzativi

Marchi, pubblicità, abbigliamento, edifici, arredi: sono solo alcuni dei simboli che circondano chiunque operi all’interno di un’organizzazione o ne venga a contatto da fuori. Sono fattori che influenzano notevolmente il clima organizzativo, la qualità delle relazioni, il benessere individuale e, in ultima analisi, la performance organizzativa. Non sottovalutiamo quindi l’importanza che hanno la dislocazione di uffici e reparti all’interno degli edifici, l’affollamento dei locali, i rumori prodotti dagli strumenti che usiamo, e gli odori, i colori, e così via. Anche nei rapporti con gli altri ognuno di noi è colpito più dal comportamento che dalle cose lette o sentite: se non c’è coerenza Prosegui…

La coscienza di Zen

Nell’introduzione al suo libro “Il Marketing dalla A alla Z”, Philip Kotler scrive: “Il mio approccio è influenzato dallo Zen. Lo Zen pone l’accento sull’apprendimento tramite la meditazione e illuminazioni dirette e intuitive. Le riflessioni presenti in questo libro sono il risultato delle mie meditazioni sui concetti e principi fondamentali del marketing”. Il marketing, così come il pensiero strategico o il management umanistico, non sono riconducibili ad una specifica scuola filosofica, ma un approccio di pensiero libero, elastico, che rifiuta qualunque forma di verità assoluta o indiscutibile. Lo zen ci insegna a guardare al comportamento umano ed al funzionamento Prosegui…

Il vantaggio di essere anziani

“Vi sono poi altri settori in cui le competenze aumentano con il passare degli anni: pensiamo in particolare alla medicina, alla religione, all’intrattenimento, alle pubbliche relazioni e alla politica. Presso i popoli tradizionali, ostetriche e guaritori sono spesso figure anziane, e lo stesso vale per maghi e sacerdoti, profeti e stregoni, conduttori di canti, giochi, danze e riti di iniziazione. Inoltre le persone di una certa età godono di un enorme vantaggio sociale rispetto ai figli, potendo contare su un tessuto di relazioni sviluppate nel corso della vita intera e sovente utili per i figli stessi. Anche i leader politici sono spesso tutt’altro Prosegui…