Il bravo comunicatore

Al seminario tecnico – riservato ai soli specialisti – i due relatori hanno trattato temi estremamente interessanti. La motivazione del pubblico era palpabile: si trattava di argomenti di stretta attualità e con immediate ricadute operative. Eppure solo uno è stato realmente efficace. Non solo per quello che ha detto, ma per quello che ha fatto. Curato nell’aspetto, con un vestito di buon taglio, guardava il pubblico e ne coglieva gli umori e le reazioni. Sorrideva spesso, sottolineava con le mani i passaggi più importanti. A seconda di quello che voleva comunicare cambiava tono di voce e dava un ritmo diverso al suo Prosegui…

Manager loro malgrado

Molti non accettano l’idea che per fare carriera sia necessario passare da un ruolo tecnico ad un ruolo manageriale. Chi ha una forte competenza tecnica è portato a considerare i ruoli di controllo e gestione come lavori a basso contenuto professionale, e preferirebbe sfruttare l’esperienza cumulata negli anni per ricercare nuovi contenuti operativi e nuove soluzioni tecnologiche. Il passaggio da tecnico a manager è spesso l’unica possibilità per mantenere un ruolo significativo all’interno di aziende che agiscono con grande determinazione sul versante delle esternalizzazioni e dell’impoverimento dei ruoli tecnici grazie a forti investimenti in automazione. Nascono così le figure di “manager per forza Prosegui…

Dipendente e imprenditore

Essere dipendenti non significa essere passivi, privi di iniziativa, allergici a prendersi responsabilità. Sempre più spesso le situazioni di lavoro rendono impraticabile questo tipo di atteggiamento. Frequenti sono le situazioni in cui anche il dipendente deve “imprenditorializzarsi”, ovvero prendere decisioni non scontate su cosa fare e come farlo. Sempre più spesso i dipendenti devono decidere in autonomia la sequenza del lavoro da svolgere, le priorità da soddisfare. Devono scegliere a quale livello qualitativo posizionare il proprio lavoro, come spendere il tempo a propria disposizione. Sempre più spesso infine devono capire quali conoscenze specialistiche approfondire e di quale formazione hanno bisogno. Si tratta Prosegui…

La dura vita dei quadri intermedi

Moltissime imprese vanno avanti grazie ai quadri intermedi.  Sono loro infatti il tramite fra le direzioni aziendali – spesso lontane ed insensibili alle ricadute delle scelte strategiche –  ed il personale operativo – a sua volta spesso in controdipendenza rispetto ai cambiamenti in corso. In questi anni i quadri hanno dovuto facilitare il cambiamento, favorendo nuove relazioni fiduciarie a tutti i livelli organizzativi. Questo obiettivo ha avuto due conseguenze immediate per loro:  1) la necessità di sviluppare un elevato livello di capacità comunicativa e di relazione interpersonale (capacità che non erano rilevanti nel modello gerarchico tradizionale); 2) l’esigenza di creare motivazione e fiducia verso Prosegui…

Inclusione lavorativa

Il modello T fu la prima auto realizzata con sistemi di produzione di massa. Henry Ford studiò a lungo il miglior sistema  per ottimizzare la produzione. Per completare una vettura erano allora necessarie 7.882 operazioni diverse. Ford osservò che di queste 7.882 operazioni, 949 richiedevano «uomini forti, robusti, fisicamente perfetti», 3.338 richiedevano semplicemente uomini di forza fisica «normale», la maggior parte delle rimanenti avrebbe potuto essere eseguita da «donne o ragazzi». Ford scrive poi nella sua autobiografia: «rilevammo che 670 potevano essere effettuate da uomini privi di gambe, 2.637 da uomini con una gamba sola, 2 da uomini privi di braccia, 715 Prosegui…

Il talent management

Una recentissima ricerca (Ambrosetti, Talent Management Survey, luglio 2012) rileva, tra l’altro che “Nel complesso, sembra quindi che i processi di Talent Management nelle realtà italiane siano più orientate alla motivazione e gestione dei talenti interni all’organizzazione, mentre incontrino maggiori difficoltà nel rapportarsi con la gestione dei talenti esterni alla stessa”. A parte l’italiano zoppicante, la ricerca mette in luce il fenomeno della “caccia al talento”. Le aziende cercano i migliori talenti, anzi: vogliono solo talenti. Nascono figure come i cacciatori di talenti, i talent scout. Addirittura si propongono leggi per favorire il ritorno dei talenti emigrati all’estero. Il Prosegui…

Competitività e formazione: due facce della stessa medaglia

La capacità di un’azienda di svilupparsi è strettamente connessa alla crescita della professionalità del personale. Sono in gioco la valorizzazione degli investimenti tecnologici e la competitività. Ad esempio in fabbrica da tempo nuove figure professionali si sono inserite fra quelle tradizionali: addetti al controllo qualità, alla conduzione di linee automatizzate, alla raccolta automatica dei dati. Sono figure specializzate, che devono essere al centro di politiche di sviluppo delle professionalità, che passano essenzialmente attraverso azioni di formazione da un lato, e sviluppo e innovazione organizzativa dall’altro. Solo le aziende che investono in maniera sistematica sulla professionalità del personale possono garantirsi la coerenza fra gli investimenti tecnologici, Prosegui…

La dura vita del capo

Ci sono capi che non fanno mai un elogio “sennò i giovani si montano la testa”. Ci sono capi sempre pronti a rimproverare chi, secondo loro, ha sbagliato: lo fanno in pubblico in modo da umiliarlo. Non ringraziano mai, nemmeno chi ha compiuto qualcosa di eccezionale. Sono convinti che tutto gli sia dovuto, mentre loro non devono nulla a nessuno: “mi sono conquistato tutto da solo”. Sono certamente dei pessimi capi, probabilmente invidiosi dei loro collaboratori. All’estremo opposto vi sono quelli che elogiano tutti in modo sperticato, veri e propri adulatori. Lo fanno per conquistare il favore dei collaboratori, per Prosegui…

Prevedere il futuro

Tiresia era figlio di Evereo, della stirpe degli Sparti, e della ninfa Cariclo. Tiresia ebbe una figlia, Manto, anche lei indovina. Passeggiando sul monte Cilene, Tiresia vide due serpenti che copulavano, ne uccise la femmina perché quella scena lo infastidì. Nello stesso momento Tiresia fu tramutato da uomo a donna. Visse in questa condizione per sette anni provando tutti i piaceri che una donna potesse provare. Passato questo periodo venne a trovarsi di fronte alla stessa scena dei serpenti. Questa volta uccise il serpente maschio e nello stesso istante ritornò uomo. Un giorno Zeus ed Era si trovarono divisi da una controversia: chi potesse provare Prosegui…