Quando le cooperative si fondono

Quando due o più imprese cooperative si fondono fra di loro accadono diversi fenomeni, alcuni evidenti e palesi (assemblee, modifiche statutarie e organizzative, etc), altri più nascosti. Alcuni di questi ultimi nascono dalla legittima preoccupazione di chi lavora in cooperativa di non veder adeguatamente riconosciuto il proprio ruolo nell’ambito della nuova compagine che si va a creare. Per evitare errori in tal senso, è necessario un saldo presidio della gestione del personale, con sistemi di valutazione oggettivi che sappiano individuare i reali livelli di professionalità di tutti i lavoratori coinvolti, specie quelli con ruolo direzionale e manageriale, in modo da attribuire ai più meritevoli la responsabilità della gestione della nuova struttura. Purtroppo questo non sempre accade. Specialmente quando la fusione avviene fra cooperative non bilanciate fra loro (ad esempio fra una grande ed una piccola, o fra una sana economicamente e l’altra in difficoltà, o fra una appoggiata dall’associazione e l’altra no) i nuovi organigrammi premiano spesso solo i dirigenti che provengono dalle cooperative più forti, anche se non sempre sono i migliori. Quando invece non vi è una chiara prevalenza di una cooperativa sull’altra, capita di assistere al fenomeno della raffica di passaggi di livello e promozioni dell’ultimo minuto, in modo da rivendicare maggiori titoli e pretese al tavolo delle trattative.

One thought on “Quando le cooperative si fondono”

  1. Tanti anni fa, ma proprio tanti, un vecchie amico che non c’e’ piu’ , che insieme ad altri aveva costituito una cooperativa col metodo che oggi chiamiamo del WBO, deluso da quella esperienza che pure dirigeva mi disse: Mauro le cooperative sono una bellissima esperienza. Manca una cosa sola: il padrone. Tipico degli ultimi tipi da te indicati.

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