4.0

L’economia 4.0 è fatta di più connessione, più velocità di risposta, più personalizzazione. I gruppi dirigenti delle nostre aziende sono in grado di gestire queste trasformazioni? La “vecchia guardia” sa capire le implicazioni tecnologiche e sociali del periodo che stiamo vivendo?

La trasformazione digitale è talmente spiazzante rispetto al passato che si rischia non solo di arrivare in ritardo rispetto ai concorrenti, ma nemmeno di capire a quale gara si stia partecipando. È fondamentale che le aziende abbiano gruppi dirigenti sensibili ai cambiamenti della realtà esterna, che non formulino ipotesi superficiali sul futuro, che non siano compiaciuti e soddisfatti dei risultati ottenuti.

Alle Prosegui…

Grandi e piccoli allo stesso tempo

Le imprese di grande dimensione possono sopravvivere e svilupparsi solo se si organizzano come aggregati di piccole unità indipendenti, perché solo le piccole unità sono realmente gestibili. Se non lo fanno sono condannate o al caos da perdita di controllo, o all’immobilismo burocratico. Devono decentrarsi, riconfigurarsi, diffondere al proprio interno capacità imprenditoriali. Solo in questo modo potranno combinare il meglio della grande e della piccola dimensione. A questo scopo un modello di riferimento può essere quello federale, che combina forza e flessibilità, capacità di adattamento e robustezza.

I principi dell’organizzazione federale sono sei. Primo: il potere è decentrato, distribuito Prosegui…

Costruire il futuro oggi

Ciò che consente ad un’azienda di sopravvivere è la sua capacità di cambiamento. Una volta si affidava il cambiamento al fattore generazionale: una generazione di imprenditori passava il testimone alla generazione successiva, ed era questa che si incaricava di attivare nuovi business. Questo significava cambiare ogni 20-30 anni circa. Oggi non è possibile aspettare così a lungo prima di cambiare. Non si può più lasciare le cose come stanno e aspettare che sia la prossima generazione ad occuparsene.

Sono gli imprenditori di oggi che devono immaginare il futuro e costruire i cambiamenti conseguenti. Devono saper capire come destreggiarsi fra la variabilità delle Prosegui…

Dalla terra firma alla terra incognita

Ogni organizzazione deve avere una visione su dove vuole andare. Oggi la visione non si crea ripercorrendo le vecchie scelte strategiche. Sarebbe come voler andare in luoghi diversi utilizzano carte geografiche che non riportano tali territori. Occorre andare dalla terra firma alla terra incognita, e non esistono mappe della terra incognita.

Terre nuove richiedono organizzazioni nuove. È estremamente raro il caso in cui un’organizzazione sia riuscita a cambiare senza aver cambiato il top management. Intendiamoci: non basta cambiare il management per cambiare l’organizzazione. Occorre trovare il manager adatto allo specifico cambiamento che si vuole introdurre.

I manager bravi, che Prosegui…

Check list strategica

  1. Ti stai differenziando dai concorrenti? A meno che tu non sia già un’impresa leader, lo devi fare.
  2. Stai puntando su quello che le discontinuità di mercato o tecnologiche stanno offrendo?
  3. Con chi ti stai alleando per innovare? Puoi scegliere fra i tuoi fornitori, i tuoi clienti, perfino tra i tuoi concorrenti.
  4. Stai lavorando per ridurre tempi e costi di produzione, erogazione, amministrazione e controllo?
  5. Stai focalizzando i tuoi sforzi su quello che realmente ti distingue?

Se non stai facendo tutto questo, allora corri seri rischi di rimanere tagliato fuori dal mercato nel giro di pochi mesi. Se non stai facendo tutto questo, allora Prosegui…

La direzione per obiettivi

Tutti i dirigenti dicono di lavorare per obiettivi, ma in realtà non tutti sanno esattamente cosa significa “direzione per obiettivi”. Ne parlò in particolare Peter Drucker negli anni ’70, sottolineando l’importanza che le mete aziendali diventassero gli obiettivi di ogni dirigente.

È un processo che costringe tutti a chiarire i compiti e le responsabilità, oltre che i risultati attesi. In tal modo si è aumentato il peso della pianificazione e del controllo interni (e quindi anche il peso dei costi fissi…). I problemi applicativi sono tanti, ad iniziare dalla difficoltà di tradurre in obiettivi misurabili il lavoro dei dirigenti stessi. Ma è una strada inevitabile Prosegui…

Gli incentivi: molto rumore per poco

Ho già avuto modo di scrivere sul tema degli incentivi economici, e chi ha letto “Perché i piani di incentivi non possono funzionare” e “La vittima degli incentivi” sa bene che non sono favorevole. Sono convinto infatti che “non esiste un sistema di incentivi che ottenga i giusti comportamenti dalle persone sbagliate”.

Nonostante il mio autorevole parere, molte aziende continuano a erogare incentivi economici. E ammetto che in determinate situazioni e con attente applicazioni questi possono anche produrre qualche risultato positivo. Ma si tratta di operazioni molto delicate, non alla portata di tutti. L’incentivo monetario nasce nella Prosegui…

Le aziende migliori

Come sono organizzate e gestite le aziende con le migliori performance? Le aziende performanti sono quelle che penetrano nei mercati prima della altre, che riescono ad essere più innovative nell’offerta, che sperimentano con maggior tassi di successo. Ma come fanno? Una ricerca di alcuni anni fa della Columbia Business School ha evidenziato una serie di elementi ricorrenti.

Innanzitutto le aziende migliori non sono necessariamente appartenenti a determinati settori, o aree geografiche. Non sono nemmeno significative l’età o la dimensione aziendale. Quello che conta è altro.

È ad esempio il fatto che la struttura proprietaria rimanga stabile a lungo, che si punti alla fidelizzazione Prosegui…

Semplicità e cultura della fiducia

Cosa rende un’organizzazione superiore all’altra? Tre fattori: la maggior istruzione del personale, la capacità di collaborazione fra gli individui ed un’organizzazione focalizzata sui risultati. Che cos’è l’organizzazione focalizzata sui risultati? L’organizzazione è un mezzo per ottenere grandi risultati con persone mediocri. Le procedure sono stupide, le persone sono intelligenti: occorre affidarsi alle persone. A tal scopo occorre ricordare sempre che il primo e fondamentale principio organizzativo su cui occorre lavorare è la semplicità. La semplicità è l’unico modo per rispondere alla crescente complessità delle attività, dei sistemi, delle relazioni. Semplicità delle strutture e delle procedure. La semplicità organizzativa si basa su dosi Prosegui…

La pagella aziendale

Da cosa si riconosce un’impresa che funziona? Dal fatto che ha buoni voti in pagella. Molte imprese sono convinte di star facendo un buon lavoro solo perché ricevono poche lamentele. È un errore: non sempre chi tace acconsente, anzi. Occorre dare al cliente la possibilità di valutare la qualità dei prodotti e dei servizi ricevuti: si tratta della pagella del cliente.

Nella pagella sono contenute le “materie” ovvero gli attributi del servizio su cui il cliente deve esprimere una valutazione attraverso un voto. È una verifica che va fatta spesso, perché l’importanza degli attributi cambia nel corso del tempo. Per predisporre Prosegui…