La direzione per obiettivi

Tutti i dirigenti dicono di lavorare per obiettivi, ma in realtà non tutti sanno esattamente cosa significa “direzione per obiettivi”. Ne parlò in particolare Peter Drucker negli anni ’70, sottolineando l’importanza che le mete aziendali diventassero gli obiettivi di ogni dirigente.

È un processo che costringe tutti a chiarire i compiti e le responsabilità, oltre che i risultati attesi. In tal modo si è aumentato il peso della pianificazione e del controllo interni (e quindi anche il peso dei costi fissi…). I problemi applicativi sono tanti, ad iniziare dalla difficoltà di tradurre in obiettivi misurabili il lavoro dei dirigenti stessi. Ma è una strada inevitabile Prosegui…

Gli incentivi: molto rumore per poco

Ho già avuto modo di scrivere sul tema degli incentivi economici, e chi ha letto “Perché i piani di incentivi non possono funzionare” e “La vittima degli incentivi” sa bene che non sono favorevole. Sono convinto infatti che “non esiste un sistema di incentivi che ottenga i giusti comportamenti dalle persone sbagliate”.

Nonostante il mio autorevole parere, molte aziende continuano a erogare incentivi economici. E ammetto che in determinate situazioni e con attente applicazioni questi possono anche produrre qualche risultato positivo. Ma si tratta di operazioni molto delicate, non alla portata di tutti. L’incentivo monetario nasce nella Prosegui…

Le aziende migliori

Come sono organizzate e gestite le aziende con le migliori performance? Le aziende performanti sono quelle che penetrano nei mercati prima della altre, che riescono ad essere più innovative nell’offerta, che sperimentano con maggior tassi di successo. Ma come fanno? Una ricerca di alcuni anni fa della Columbia Business School ha evidenziato una serie di elementi ricorrenti.

Innanzitutto le aziende migliori non sono necessariamente appartenenti a determinati settori, o aree geografiche. Non sono nemmeno significative l’età o la dimensione aziendale. Quello che conta è altro.

È ad esempio il fatto che la struttura proprietaria rimanga stabile a lungo, che si punti alla fidelizzazione Prosegui…

Semplicità e cultura della fiducia

Cosa rende un’organizzazione superiore all’altra? Tre fattori: la maggior istruzione del personale, la capacità di collaborazione fra gli individui ed un’organizzazione focalizzata sui risultati. Che cos’è l’organizzazione focalizzata sui risultati? L’organizzazione è un mezzo per ottenere grandi risultati con persone mediocri. Le procedure sono stupide, le persone sono intelligenti: occorre affidarsi alle persone. A tal scopo occorre ricordare sempre che il primo e fondamentale principio organizzativo su cui occorre lavorare è la semplicità. La semplicità è l’unico modo per rispondere alla crescente complessità delle attività, dei sistemi, delle relazioni. Semplicità delle strutture e delle procedure. La semplicità organizzativa si basa su dosi Prosegui…

La pagella aziendale

Da cosa si riconosce un’impresa che funziona? Dal fatto che ha buoni voti in pagella. Molte imprese sono convinte di star facendo un buon lavoro solo perché ricevono poche lamentele. È un errore: non sempre chi tace acconsente, anzi. Occorre dare al cliente la possibilità di valutare la qualità dei prodotti e dei servizi ricevuti: si tratta della pagella del cliente.

Nella pagella sono contenute le “materie” ovvero gli attributi del servizio su cui il cliente deve esprimere una valutazione attraverso un voto. È una verifica che va fatta spesso, perché l’importanza degli attributi cambia nel corso del tempo. Per predisporre Prosegui…

La Palice e gli sportelli pubblici

Cosa cerca un utente quando entra in contatto con uno sportello pubblico? Che le sue aspettative di servizio siano soddisfatte, direbbe La Palice. Ovvero, che gli orari di apertura siano comodi, che i moduli siano disponibili e facili da compilare, che le procedure siano semplici e che sia facile sapere a che punto sono. E che i tempi di risposta siano rapidi e che tutto si concluda velocemente. Sono importanti anche altri fattori, come le modalità di pagamento, o di presa visione degli atti. Ci si aspetta infine di entrare in contatto con personale competente, aggiornato e disponibile. Sempre più utenti Prosegui…

Perché i piani di incentivi non possono funzionare (di Alfie Kohn)

 

Studi empirici rivelano che gli incentivi materiali hanno solo effetti temporanei, ma non producono reali e durevoli mutamenti nel comportamento: non appena vengono meno, le persone ricominciano a comportarsi nel vecchio modo. In sostanza sembra che i motivatori estrinseci non alterino gli atteggiamenti che sono alla base dei comportamenti (ma solo il comportamento stesso, e solo temporaneamente). Ricerche mostrano che:

  • le ricompense (incentivi) sono vieppiù inefficaci al crescere del livello di sofisticazione cognitiva e flessibilità mentale richiesti dal compito;
  • non c’è una correlazione diretta tra livello di paga e livello di prestazioni (soprattutto se queste ultime hanno carattere qualitativo più che quantitativo);
  • anche
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Le ricerche di mercato

Quando, alla fine degli anni ’70, la Sony commissionò una ricerca di mercato su un registratore portatile, leggero e piccolo, i risultati furono chiari: i consumatori non avrebbero mai comprato un apparecchio che non fosse in grado di registrare. Nonostante questo responso il presidente, Akio Morita, decise ugualmente di produrre … il walkman, che divenne ben presto uno degli articoli di maggior successo dell’azienda giapponese. Con questo non voglio dire che le ricerche di mercato siano inutili. Diciamo che da sole non bastano, altrimenti le strategie di mercato sarebbero fatte dai ricercatori. E diciamo anche che spesso le ricerche di mercato vengono invocate perché in Prosegui…

Il lato oscuro delle successioni

Non sempre la scelta del successore avviene in modo indolore e lineare, sia per chi subentra che per chi abbandona. Kets De Vries segnala due problemi tipici: il “mito di Rebecca” e “l’ingenuità di Lear”. Nel romanzo “Rebecca la prima moglie” Daphne Du Maurier racconta di una giovane che sposa un vedovo che la perseguita con i ricordi delle innumerevoli qualità della prima moglie: in realtà era una donna irascibile e arcigna. Il “mito di Rebecca” è la tendenza a idealizzare il passato, e lo ritroviamo quando un giovane dirigente prende il posto di una persona perfetta nel ricordo Prosegui…

La procedura che funziona

Ai tempi della dominazione inglese, l’India era divisa in nove province, rette da altrettanti segretari politici, da ognuno dei quali dipendeva un centinaio di funzionari di distretto. I più anziani di questi avevano trent’anni, e vivevano isolati in avamposti lontani uno o due giorni di viaggio fra di loro, senza telegrafo o ferrovia. Ogni mese il giovane funzionario di distretto dedicava una giornata a scrivere un rapporto al proprio segretario politico. Ogni rapporto era suddiviso in quattro capitoli, uno per ciascuno dei quattro incarichi assegnati. Il rapporto proseguiva con le aspettative per il mese seguente ed il relativo piano d’azione, e finiva Prosegui…