Orme sulla sabbia

Si può credere alle promesse di un candidato (un politico, un dirigente, un collaboratore, un fornitore)? Un modo per predire cosa farà in futuro una persona è quello di esaminare il suo passato. E non solo i risultati che ha conseguito, ma anche il modo in cui si è mosso. Quali sono stati i suoi successi, e quali ne sono state le cause? Quali prove esistono che questa persona ha veramente a cuore ciò che dichiara di voler fare? Quando ha detto di voler fare una cosa, l’ha poi effettivamente fatta? Gli altri credono in questa persona, nella sua onestà? È chiaro quando dichiara i Prosegui…

Da giovane “ti escono da dentro”

Jobs ricorda di essersi sentito ammutolire una sola volta in vita sua: in presenza di Bob Dylan. Dylan suonò vicino a Palo Alto nell’ottobre del 2004, quando Jobs si stava riprendendo dal primo intervento chirurgico per cancro. Dylan non è un estroverso come Bono o Bowie: non è mai stato amico di Jobs né ha mai tenuto a esserlo. Lo ha però invitato a fargli visita nel suo albergo prima del concerto. Ricorda Jobs: “Sedemmo fuori, nel patio davanti alla sua stanza, e parlammo per due ore. Ero molto nervoso, perché era uno dei miei idoli. Inoltre, temevo che non fosse più intelligente come una Prosegui…

I modelli di apprendimento

Chi si occupa di formazione manageriale destinata a chi già lavora sa che esistono diversi modi di apprendere, ed è importante saperli riconoscere quando hai di fronte un allievo. C’è il  Riflessivo, che privilegia l’osservazione diretta e la ponderazione: ha bisogno di tempo per elaborare i concetti e rimane disorientato di fronte ad approcci didattici sbrigativi e poco rigorosi. Un tipo simile è il Teorico, che ama approfondire i concetti che sono alla base dei fenomeni e rispetta moltissimo gli approcci di tipo intellettuale. In questo caso la didattica deve privilegiare le argomentazioni logiche e un approccio strutturato ed organico. Alquanto diverso dai Prosegui…

Che manager sei?

E tu, che manager sei? Sei come Enrico? Enrico è un manager “tipico”. Lavora in modo estremamente frammentato. Preferisce la comunicazione orale all’analisi di documenti. Ha organizzato in azienda una vera e propria rete informativa che lo mette al corrente, in modo del tutto informale, delle opinioni e delle reazioni di tutti, degli avvenimenti e delle novità. Non ha tempo per lunghe ed involute discussioni, e preferisce procurarsi ciò che gli serve per prendere decisioni attraverso stringati dialoghi al telefono o rapide riunioni faccia a faccia. Sa che rende di più quando è sotto pressione: si pone delle scadenze anche quando non è necessario. Prosegui…

Ognuno ha i collaboratori che si merita

Spesso gli imprenditori e i dirigenti si lamentano dei propri collaboratori. “Non si impegnano”, “Non hanno iniziativa”, “Pensano solo ai soldi”, e così via. Una volta, di fronte ad un titolare di un’impresa chimica che mi ripeteva “Possibile che i lavativi capitino tutti a me?”, dissi che ognuno ha i collaboratori che si merita. Non mi ha rivolto la parola per una settimana. Poi, passata l’arrabbiatura, ci ha ragionato sopra e ha iniziato a cambiare atteggiamento nei confronti dei propri collaboratori. Un proverbio turco dice: “La colpa non è soltanto della scure, ma anche dell’albero”. I Prosegui…

Il lavoro temporaneo

Capita sempre più spesso che siano affidate a lavoratori temporanei mansioni sempre più qualificate. L’impresa vuole lavoratori professionali, motivati e coinvolti, senza tuttavia accollarsi il problema del loro mantenimento a fronte di crisi, ciclicità delle produzioni, innovazioni tecnologiche. La tendenza è chiara: l’impresa ha bisogno dei lavoratori, ma vorrebbe curarsene sempre meno. Ma è illusorio attendersi che le persone diano il meglio di se stesse a un’azienda in cui non hanno fiducia. Per ottenere fiducia occorre dare fiducia. Un patto di reciprocità, che non può esaurirsi nelle righe di un contratto temporaneo.

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Il segreto della crescita

Nel 1968 P.R. Wilson condusse uno strano esperimento in cinque classi di un’università australiana. Un uomo fu presentato in ogni classe come visitatore esterno, ogni volta però con cinque qualifiche diverse. Nella prima classe il misterioso ospite fu inserito come studente, nella seconda invece come addetto alle esercitazioni. Nella terza classe si disse agli studenti che era un lettore, mentre nella quarta fu presentato come assistente. Nella quinta ed ultima classe infine fu introdotto come professore. Una volta uscito dall’aula, si chiese agli studenti di valutare la sua statura. Ad ogni gradino della carriera accademica, la valutazione degli studenti sulla sua statura apparente crebbe in Prosegui…

Sarò breve

Quando l’oratore ricorre alla nota figura retorica ossimorica del “Sarò breve”, normalmente si preannunciano interventi torrenziali. Dire “Sarò breve” serve anche a diffidare gli interlocutori dal tentare interruzioni, domande, commenti. Pare non sia mai successo nella storia che qualcuno, poi, sia stato effettivamente breve.

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Gli anziani sono il futuro

Gli anziani rappresentano una categoria sociale di enorme rilevanza per il nostro futuro: partecipano in massa alle manifestazioni politiche e sindacali, sono sempre più numerosi all’interno dei Gruppi Giovani, garantiscono la continuità direzionale delle aziende che hanno creato. E soprattutto mantengono vivo per anni e anni l’obiettivo del ricambio generazionale all’interno delle organizzazioni di appartenenza.

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Come nasce un’idea innovativa?

Come nasce un’idea innovativa? Impariamo dai premi Nobel. Immaginazione, contaminazione fra settori diversi, senso pratico, sperimentazione.

Quando Albert R. Hibbs propose di “mettere il chirurgo dentro il paziente”, Richard P. Feynman pensò che era un’idea orripilante che il paziente potesse inghiottire il medico. Pensò anche che era un’idea fantastica. E iniziò ad immaginare come poteva essere sviluppata. Immaginò un chirurgo meccanico messo nel vaso sanguigno che, seguendo la corrente, arriva fino al cuore e si guarda attorno. Scopre qual è la valvola difettosa e con un piccolo bisturi opera. Come costruire un meccanismo così piccolo? Feynman prese spunto dalle centrali atomiche, dove Prosegui…