Le parole per chiederlo

Fare un’analisi organizzativa comporta fare domande. Come dice Drucker “gli errori più gravi non derivano dalle risposte sbagliate. Ciò che può fare davvero male sono le domande sbagliate”. Dato che non è possibile individuare in questa sede quali domande fare in una specifica analisi organizzativa, sarà bene concentrarsi sulla tecnica e sul metodo del porre domande.

Prendiamo questa lista:

  1. Le domande più delicate e scabrose vanno poste quando si sia già instaurato un rapporto di fiducia fra interrogante e interrogato;
  2. Spiegare in modo neutrale che l’interrogante è già a conoscenza di certe informazioni che l’interrogato può essere tentato di evitare;
  3. Non utilizzare confronti diretti per “intrappolare” l’interrogato, costringendolo a mantenere la propria versione dei fatti. Il confronto si può utilizzare attribuendo a terzi il dubbio, ad esempio: “qualcuno si potrebbero chiedere…”;
  4. Cercare di comprendere che inizialmente l’interrogato può manifestare imbarazzo, sfiducia, tensione; perciò permettere all’interrogato di manifestare tali sensazioni può aiutare a guadagnarsene la fiducia;
  5. Chiarire che le domande non hanno lo scopo di invadere la sfera di privacy dell’interrogato, ma servono per adempiere al dovere di ricerca della verità: se possibile indicare il fine specifico per cui la singola domanda è posta;
  6. Far presente, se possibile, che le informazioni private fornite dall’interrogato non verranno poste a conoscenza di terzi, sempre che non lo richieda una particolare esigenza organizzativa;
  7. Economizzare il numero di parole usate dall’interrogante che limitano quelle dell’interrogato;
  8. Dimostrare attenzione vigile mantenendo il contatto oculare;
  9. Formulare le domande in modo accurato, non ambiguo, e controllare che esse siano state correttamente intese;
  10. Accertarsi che la risposta ottenuta sia stata realmente compresa;
  11. Utilizzare strategie per aumentare il desiderio di comunicare, di essere preciso e per ampliare il contenuto dei messaggi dell’interrogato;
  12. Osservare gli aspetti non verbali dell’interrogato e controllare i propri.

Vi sembrano buoni suggerimenti per impostare un check-up aziendale? Sì? Bene. Tenete solo presente che non ho tratto questa lista da un manuale di organizzazione aziendale, ma da un testo di Gulotta G. (a cura di), Trattato di Psicologia giuridica nel sistema penale, Giuffrè editore, 1987. Tenete presente anche che si tratta di una serie di avvertenze utilizzate come guida per le tecniche dell’interrogatorio e l’audizione protetta di minore abusato sessualmente.

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