La crisi di un popolo

Secondo Jared Diamond i fattori alla base del fallimento di un popolo sono fondamentalmente tre:

  1. il popolo non riesce a prevedere il sopraggiungere di un problema: non avendo mai fatto esperienze simili, non ne immagina nemmeno la possibilità. Oppure ha dimenticato le esperienze passate. Oppure cade nella falsa analogia (come i francesi quando costruirono la Linea Maginot).
  2. Il popolo non si accorge che il problema esiste. Alcuni problemi sono impercettibili ai loro esordi (es. il cambiamento climatico). O sono molto distanti geograficamente e le informazioni non circolano.
  3. Il popolo si accorge del problema, ma non prova a risolverlo. Questo capita quando prevale
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Gli stratagemmi sul lavoro

I luoghi di lavoro sono un concentrato di astuzie, stratagemmi, finzioni di ogni tipo. Durante lo svolgimento della propria attività, il lavoratore può venirsi a trovare in situazioni strane, non previste. Sono questi i casi in cui egli fa ricorso ad una serie di “astuzie nascoste”.

Un primo tipo di astuzie è dato da quelle “pratiche non previste ma indispensabili” e quindi note a tutti e da tutti accettate, in quanto suppliscono a limiti tecnologici o procedurali. Sono da ricomprendere in questa classe anche le iniziative urgenti prese in mancanza del responsabile formale.

Un secondo tipo di astuzie sono quelle “tollerate Prosegui…

No, il dibattito NO

No! Il dibattito no!!!”. Già nel 1976 Nanni Moretti (alias Michele Apicella) fuggiva terrorizzato alla prospettiva del noiosissimo dibattito al termine della proiezione di un noiosissimo film d’essai.

Eppure, 40 anni dopo, c’è ancora chi continua ad organizzare incontri, seminari, convegni dove, dopo gli immancabili saluti delle autorità, si assiste alla relazione di un esperto di grido (possibilmente emerito professore universitario) e al “dibattito” che vede altri esperti seduti su comode poltrone e moderati da un noto giornalista, possibilmente incompetente ma tanto, tanto noto. Tutto questo davanti ad un pubblico cui, come allo stadio, non si chiede altro che di ascoltare e, soprattutto, Prosegui…

I territori aziendali

Le aziende sono suddivise in unità organizzative. Gli organigrammi aziendali prevedono settori, reparti, uffici, succursali, filiali, divisioni. Tuttavia le articolazioni all’interno dell’azienda sono ben più numerose, e non vengono rappresentate in nessun documento.

Esistono territori rappresentati da categorie logistiche (“quelli del piano di sotto”, “quelli dei magazzini”), anagrafiche (“i giovani, i vecchi”), professionali (“gli amministrativi, i tecnici, i venditori, ..”), di genere o etniche (“le donne, quelli della provincia, gli stranieri”), di anzianità (“la vecchia guardia, i pivelli”), di appartenenza aziendale (“quelli ex ….”), e così via.

In sostanza, un territorio è costituito Prosegui…

Il clan dei manager primitivi

Nella tribù aziendale esiste il clan dei manager primitivi. È un clan che disprezza deliberatamente tutto quanto ha a che fare con lo strano fenomeno chiamato “digitale”. Lavora come ha sempre lavorato, apprende come ha sempre appreso, ragiona come ha sempre ragionato. Non crede a chi dice che il “digitale” abbia cambiato modo di operare di collaboratori, clienti, fornitori. E non crede che il “digitale” possa essere una leva per sconfiggere le tribù concorrenti.

I membri del clan hanno sorriso quando ad un convegno un relatore ha sostenuto che il digitale rappresenta non solo un nuovo strumento, ma Prosegui…

La tribù dei parenti

Monsignore ha vasta parentela, ha mobilitato tutti i suoi parenti nella Dc e lui si è tirato in disparte, al di fuori di quel che gli compete per i decreti del Santo Offizio e per le lettere pastorali del vescovo, non mostra di essere in preda a quel ballo di san Vito della politica cui tanti preti si abbandonano; del resto la miglior politica che può fare a vantaggio della Dc è quella di non mostrarsi, ché farebbe deserta la piazza; e poi i parenti ci sanno fare, fanno un così compatto e attivo clan che nessuno riuscirebbe a scalfire.

Questa sorta di Prosegui…

La burocrazia rende disumani

Il caldo nel gran vagone di terza classe, pieno zeppo di viaggiatori ed esposto al sole durante tutto il giorno, era così soffocante che Niehliudof non vi entrò, ma rimase sulla piattaforma esterna. Ma vi si soffocava egualmente, e non poté respirare liberamente che solo quando il treno, lasciate le case, entrò in aperta campagna. «Sì, essi hanno ucciso!» si disse, ricordandosi le parole dette innanzi a sua sorella. E di tutte le impressioni risentite dal mattino, ne restava una sola; egli rivedeva, con una straordinaria precisione ed intensità, il bel viso del secondo morto: le sue labbra sorridenti, la fronte severa, il Prosegui…

Ai tempi del Negus

“Il palazzo ospitava una società mediocre, un’accozzaglia di mezze calze che, nei momenti di crisi, perdeva regolarmente la testa preoccupandosi soltanto di salvare la pelle. In momenti come questi la mediocrità è pericolosa: sentendosi minacciata, diventa spietata”. “Più le fondamenta dell’impero si sgretolavano, più i favoriti si attaccavano alla cassa. Arraffare era un merito e non arraffare era un disonore, un segno di inerzia, di inettitudine, di patetica e penosa impotenza”.

“Il Negus non sceglieva mai i suoi collaboratori in base alle capacità, ma sempre e soltanto in base al principio del lealismo …. Non ricordo un solo caso in cui abbia destituito Prosegui…

La Tribù Nale

La Tribù dei Nale è una strana tribù. I Nale sono dislocati su tutto il territorio, lavorano in palazzi da cui escono raramente e adorano la Dea Justitia, che nessuno ha mai visto. Sono organizzati in caste e, all’interno di ciascuna, sono strutturati in precisi livelli gerarchici. È quasi impossibile per un membro di una casta passare ad un’altra, mentre all’interno della casta si avanza per concorso. Sono la tribù più regolamentata del mondo (leggi, codici, regolamenti e protocolli abbondano), ma i Nale agiscono prevalentemente sulla base di prassi e usanze non scritte, spesso incomprensibili alle altre tribù e a loro stessi (molti Prosegui…

La disciplina? È semplicissimo

Si dice che sono i sogni che ti fanno muovere, ma è la disciplina che ti fa arrivare … “Il cacciatorpediniere X è una nave con una sua personalità. Ci si lavora in silenzio. Nessuno alza la voce. Il comandante parla piano e lo stesso fanno gli altri. Gli ordini vengono impartiti con lo stesso tono discreto con cui a mensa si chiede il sale. La disciplina è rigida e puntigliosa ma sembra applicata reciprocamente più che imposta dall’alto. Il comandante dice: «Molti dei miei uomini hanno il permesso di scendere a terra. Il primo che torna ubriaco fa perdere il permesso Prosegui…