No, il dibattito NO

No! Il dibattito no!!!”. Già nel 1976 Nanni Moretti (alias Michele Apicella) fuggiva terrorizzato alla prospettiva del noiosissimo dibattito al termine della proiezione di un noiosissimo film d’essai.

Eppure, 40 anni dopo, c’è ancora chi continua ad organizzare incontri, seminari, convegni dove, dopo gli immancabili saluti delle autorità, si assiste alla relazione di un esperto di grido (possibilmente emerito professore universitario) e al “dibattito” che vede altri esperti seduti su comode poltrone e moderati da un noto giornalista, possibilmente incompetente ma tanto, tanto noto. Tutto questo davanti ad un pubblico cui, come allo stadio, non si chiede altro che di ascoltare e, soprattutto, Prosegui…

I territori aziendali

Le aziende sono suddivise in unità organizzative. Gli organigrammi aziendali prevedono settori, reparti, uffici, succursali, filiali, divisioni. Tuttavia le articolazioni all’interno dell’azienda sono ben più numerose, e non vengono rappresentate in nessun documento.

Esistono territori rappresentati da categorie logistiche (“quelli del piano di sotto”, “quelli dei magazzini”), anagrafiche (“i giovani, i vecchi”), professionali (“gli amministrativi, i tecnici, i venditori, ..”), di genere o etniche (“le donne, quelli della provincia, gli stranieri”), di anzianità (“la vecchia guardia, i pivelli”), di appartenenza aziendale (“quelli ex ….”), e così via.

In sostanza, un territorio è costituito Prosegui…

Il clan dei manager primitivi

Nella tribù aziendale esiste il clan dei manager primitivi. È un clan che disprezza deliberatamente tutto quanto ha a che fare con lo strano fenomeno chiamato “digitale”. Lavora come ha sempre lavorato, apprende come ha sempre appreso, ragiona come ha sempre ragionato. Non crede a chi dice che il “digitale” abbia cambiato modo di operare di collaboratori, clienti, fornitori. E non crede che il “digitale” possa essere una leva per sconfiggere le tribù concorrenti.

I membri del clan hanno sorriso quando ad un convegno un relatore ha sostenuto che il digitale rappresenta non solo un nuovo strumento, ma Prosegui…

La tribù dei parenti

Monsignore ha vasta parentela, ha mobilitato tutti i suoi parenti nella Dc e lui si è tirato in disparte, al di fuori di quel che gli compete per i decreti del Santo Offizio e per le lettere pastorali del vescovo, non mostra di essere in preda a quel ballo di san Vito della politica cui tanti preti si abbandonano; del resto la miglior politica che può fare a vantaggio della Dc è quella di non mostrarsi, ché farebbe deserta la piazza; e poi i parenti ci sanno fare, fanno un così compatto e attivo clan che nessuno riuscirebbe a scalfire.

Questa sorta di Prosegui…

La burocrazia rende disumani

Il caldo nel gran vagone di terza classe, pieno zeppo di viaggiatori ed esposto al sole durante tutto il giorno, era così soffocante che Niehliudof non vi entrò, ma rimase sulla piattaforma esterna. Ma vi si soffocava egualmente, e non poté respirare liberamente che solo quando il treno, lasciate le case, entrò in aperta campagna. «Sì, essi hanno ucciso!» si disse, ricordandosi le parole dette innanzi a sua sorella. E di tutte le impressioni risentite dal mattino, ne restava una sola; egli rivedeva, con una straordinaria precisione ed intensità, il bel viso del secondo morto: le sue labbra sorridenti, la fronte severa, il Prosegui…

Ai tempi del Negus

“Il palazzo ospitava una società mediocre, un’accozzaglia di mezze calze che, nei momenti di crisi, perdeva regolarmente la testa preoccupandosi soltanto di salvare la pelle. In momenti come questi la mediocrità è pericolosa: sentendosi minacciata, diventa spietata”. “Più le fondamenta dell’impero si sgretolavano, più i favoriti si attaccavano alla cassa. Arraffare era un merito e non arraffare era un disonore, un segno di inerzia, di inettitudine, di patetica e penosa impotenza”.

“Il Negus non sceglieva mai i suoi collaboratori in base alle capacità, ma sempre e soltanto in base al principio del lealismo …. Non ricordo un solo caso in cui abbia destituito Prosegui…

La Tribù Nale

La Tribù dei Nale è una strana tribù. I Nale sono dislocati su tutto il territorio, lavorano in palazzi da cui escono raramente e adorano la Dea Justitia, che nessuno ha mai visto. Sono organizzati in caste e, all’interno di ciascuna, sono strutturati in precisi livelli gerarchici. È quasi impossibile per un membro di una casta passare ad un’altra, mentre all’interno della casta si avanza per concorso. Sono la tribù più regolamentata del mondo (leggi, codici, regolamenti e protocolli abbondano), ma i Nale agiscono prevalentemente sulla base di prassi e usanze non scritte, spesso incomprensibili alle altre tribù e a loro stessi (molti Prosegui…

La disciplina? È semplicissimo

Si dice che sono i sogni che ti fanno muovere, ma è la disciplina che ti fa arrivare … “Il cacciatorpediniere X è una nave con una sua personalità. Ci si lavora in silenzio. Nessuno alza la voce. Il comandante parla piano e lo stesso fanno gli altri. Gli ordini vengono impartiti con lo stesso tono discreto con cui a mensa si chiede il sale. La disciplina è rigida e puntigliosa ma sembra applicata reciprocamente più che imposta dall’alto. Il comandante dice: «Molti dei miei uomini hanno il permesso di scendere a terra. Il primo che torna ubriaco fa perdere il permesso Prosegui…

Il marketing associativo a modo loro

Venerdì scorso sono andato dal concessionario a ritirare la mia nuova automobile. Al momento della consegna dei documenti mi è stata data – gratis – una tessera a mio nome di una notissima associazione d’imprese. Funziona così: la concessionaria a inizio anno acquista a prezzo scontato un pacchetto di tessere in bianco. Man mano che vende automobili a detentori di partita Iva regala queste tessere ai nuovi clienti. La lettera e la documentazione allegata non lasciano dubbi: “Caro Associato, benvenuto nella più grande Associazione di rappresentanza d’Italia. Grazie a questa tessera puoi accedere a tutti i nostri servizi e usufruire di vantaggiosissime Prosegui…

Scuola privata e scuola pubblica

Domenica 26 maggio si terrà a Bologna un referendum consultivo cittadino sulle scuole per i bambini dai 3 ai 6 anni. Nonostante il quesito riguardi le sole scuole d’infanzia, l’occasione ha dato vita ad un acceso dibattito sul tema “scuola pubblica Vs scuola privata”. La discussione di questi giorni ha normalmente ignorato il fatto che il problema della qualità della scuola pubblica è un problema di tutti (non solo di quelli che vi mandano i propri figli) e non è solo un problema di costi. Poniamo che – a causa della riduzione dei fondi a disposizione – le scuole pubbliche peggiorino. Ma perché Prosegui…