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La cooperativa del gol
Il capitano d’industria, il finanziere d’assalto, l’operaio sfruttato, il burocrate ottuso e fannullone. Sono stereotipi, miti diffusi, che vengono trasmessi di generazione in generazione. Sono miti che si reggono su figure idealtipiche, ma solo nel caso dei capitani d’industria tali figure sono personaggi realmente esistiti, come Henry Ford o Steve Jobs.
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Ricambi originali
Il difficile ricambio generazionale rimane un problema irrisolto per molte imprese cooperative. Le ragioni sono varie. Una è sicuramente la perdita di identità e la logica da pubblico impiego che caratterizza molte di queste imprese. Un’altra è la mancanza di “generosità” di molti leader storici. Raramente i leader cooperativi non si ripresentano a fine mandato;…
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La procedura che funziona
Ai tempi della dominazione inglese, l’India era divisa in nove province, rette da altrettanti segretari politici, da ognuno dei quali dipendeva un centinaio di funzionari di distretto. I più anziani di questi avevano trent’anni, e vivevano isolati in avamposti lontani uno o due giorni di viaggio fra di loro, senza telegrafo o ferrovia.
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Modelli di cooperativa: “cacciatori” o “coltivatori”?
A differenza dell’uomo – che nasce come cacciatore e raccoglitore per trasformarsi poi in allevatore e agricoltore – molte cooperative hanno iniziato la loro attività col modello culturale e manageriale del “coltivatore”, cioè di chi è abituato a muoversi in un ambiente prevedibile, in mercati protetti o fortemente condizionati, con prospettive strategiche di medio periodo.
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Imprese e rappresentanza: un libro da leggere
E’ uscito “Imprese e rappresentanza“, di Paolo Feltrin e Stefano Zan. E’ un libro che tutti coloro che dirigono, partecipano o lavorano in un’associazione imprenditoriale dovrebbero leggere con attenzione, indipendentemente dal settore di appartenenza: industria, artigianato, commercio, agricoltura, cooperazione. “Gli autori ricostruiscono cosa sono, cosa fanno e come funzionano le associazioni imprenditoriali, con particolare attenzione…
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La conoscenza che crea produttività
Fino alla metà del 1800 la produttività non è stata il problema principale dell’uomo. Ancora nel 1950 il più autorevole dizionario inglese – il Concise Oxford – non definiva il termine produttività nell’accezione attuale. Solo da pochi anni questa è diventata un’ossessione per molte organizzazioni. E mentre nella manifattura sono stati realizzati passi da gigante,…
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Crisi di identità
Dove inizia e dove finisce un’impresa, un ente pubblico, un’associazione? Cosa è compreso al suo interno e cosa invece ne è escluso? Sono domande cui è sempre più difficile trovare una risposta. Da un lato pensiamo all’enorme massa di personale assunto con contratti a termine o su progetto. Sono persone che in realtà non si…
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Il socio sindacalizzato
Per quale motivo il socio di una cooperativa di lavoro si iscrive ad un sindacato? Per quale motivo cioè si iscrive ad una organizzazione che ha come scopo quello di difendere gli interessi ed i diritti dei lavoratori dipendenti nei confronti dei datori di lavoro? Per quale motivo, visto che il socio è il datore…
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Persone non ovvie
Ernest Shakleton nei primi mesi del 1900 cercava di formare l’equipaggio per un viaggio al Polo Sud. Dopo una serie di annunci tradizionali andati a vuoto, cambiò impostazione: “Cercasi uomini per viaggio pericolosissimo, salario minimo, freddo pungente, lunghi mesi di buio totale, continui pericoli, incolumità incerta, onore e gloria in caso di successo“.
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L’immagine che crea la realtà
Ogni organizzazione che intende migliorare deve porsi il problema di come comunicare un’immagine coerente con tale obiettivo. Se pensiamo ad esempio alla differenza fra cooperative orientate al prodotto o al mercato e cooperative orientate alla società (di cui abbiamo parlato la volta scorsa), vediamo che le prime sono imprese venditrici, che rincorrono il mercato e…
